Scuola Terapeutica

Nella Libera Scuola Janua, i bambini che necessitano di una cura speciale usufruiscono di una didattica individualizzata. E' infatti necessario portare avanti due obiettivi quello dell'individualizzazione e quello dell'integrazione. Nostro scopo è agire su entrambi, ma senza che il secondo, come accade solitamente, soffochi il fondamento della fiducia e della sicurezza interiore che è quello di riconoscersi individui con caratteristiche e limiti.

I bambini in questione hanno perciò programmi diversificati:

Hanno un quotidiano aiuto di un insegnante di sostegno che lavora con l'individuo a rafforzare carenze ad armonizzare spigoli e ad assecondare tempi molto diversi da quelli del gruppo classe.

Vi sono poi interventi specialistici terapeutici con professionisti:

  • interventi di pittura terapeutica con acquerelli e tecnica bagnato su bagnato
  • interventi di euritmia
  • interventi di musica con metodo Orff ed esercitazione per lo sviluppo della percezione ritmica 
  • interventi sulla motricità fine con lavori manuali, giochi con le dita e esercizi di giocoleria 
  • interventi di movimento finalizzato all'orientamento nello spazio con disegno di forme. 

Ciò sta dando degli ottimi risultati.

L'equipe di insegnanti lavora regolarmente insieme:

  • nei percorsi di ricerca pedagogica annualmente scelti dal Collegio (quest'anno"igiene e prevenzione della dislessia")
  • nella condivisione delle osservazioni sviluppate secondo un approccio fenomenologico (vedi "una osservazione partecipe")
  • nel monitoraggio regolare che permette di formulare e adattare il piano educativo individuale annuale di ogni alunno. Incontri con medici antroposofi consulenti.


L'osservazione partecipe

"Non è la fredda analisi ma la meraviglia a parlarci il linguaggio della conoscenza" Cosa e come osservare il bambino che presenta disabilità Prima di arrivare ad un giudizio conoscitivo, dobbiamo aver imparato ad osservare a lungo, ascoltando l'eco che questa stessa osservazione procura in noi. Ciò a cui miriamo come insegnati è:   comprendere il cammino di maturazione che affronta ogni bambino, ogni giorno e avvicinarci alla conoscenza dell'essere più che alla nozione della disabilità o al suo nome che pure ha il suo valore conoscitivo, ma spesso è una piccola espressione dell'essere ma può prendere troppo spazio e condizionare la relazione e l'intervento didattico.  Lo strumento dell'osservazione attenta e partecipe verso gli sviluppi dell'alunno permette di dare a lui ciò che effettivamente gli serve in quella tappa di crescita, essere nel flusso accanto e con lui. Noi sappiamo che quando andiamo ad osservare portiamo incontro ciò che già ... [continua]