Dal Waldorf Italia

DAL WALDORF ITALIA, un contributo personale.

 

Rimini, cittadina felliniana di mare, un week end di sole pallido, ma piacevole.

Gli stabilimenti in allestimento:  lavori sulla spiaggia, cabine sotto tinteggiatura, un lavorio di preparazione per la stagione estiva accompagna riminesi e qualche turista nelle loro passeggiate a piedi e in bicicletta.

All’interno la via principale già brulica di una sbocciante vivacità primaverile.

All’interno dell’hotel Waldorf tante anime si incontrano e si confrontano sul tema:

“Uno solo non basta.  Dalla necessità di educare il proprio figlio, alla libertà di appartenere ad un movimento genitoriale per il rinnovamento dell’educazione”.

La poesia Sereno di Giuseppe Ungaretti è il momento artistico di apertura di ogni giornata di lavoro e già queste parole fanno trapelare che le giuste letture forse si svelano lentamente, passo dopo passo, una ad una,  facendo conquistare all’investigatore sincero momenti di  quiete che subito lasciano spazio a nuovi moti, perché la vera ricerca è infinita.

Dopo tanta nebbia
ad una ad una
si svelano le stelle.
Respiro
il fresco
che mi lascia il colore del cielo.
Mi riconosco
Immagine passeggera
presa in un giro
immortale


Momenti frontali con relazioni di Sabino Pavone maestro e vicepresidente della Federazione italiana scuole Waldorf e Claudia Gasperini Presidente , si alternano ad un lavoro di gruppo che raccoglie “cittadini” delle scuole Waldorf di Conegliano, Treviso, Bologna, Manduria, Reggio Emilia, Roma, Latina, Colle Val D’Elsa, Milano,  Prato, Padova, Rovereto.

Tanti stimoli, domande, riflessioni, dubbi riempiono questo tavolo  di confronto e di scambio che non porterà a risposte univoche, unilaterali e definitive,  ma soltanto ad ampliare i piani di riflessione e ricerca di ciascuno. Segnaletiche di una via sinuosa, a volte ripida, a volte facile, ma mai piatta.

Mi viene da pensare al labirinto del Minotauro.

“Una ripetizione inconscia  coltiva  il sentimento, una ripetizione cosciente sviluppa la volontà” Rudolf Steiner da Antropologia.

Il ritmo dunque come elemento per trasformare una “buona volontà” in “volontà buona”.

Il ritmo dunque, come scientificamente osservabile nella pianta che cresce,  come nutrimento essenziale di crescita per qualsiasi organismo di vita.

Ma cosa è il ritmo? Come lo sperimento: Respiro, contrazione e distensione, dentro-fuori, io e il mondo … dunque io e l’altro.

L’ascolto, l’interesse vero per l’altro Io: “Trovarsi nello Spirito, significa avere veramente interesse per l’altro. Il resto è tecnica sociale ...”

L’incontro con l’altro appartiene a un disegno karmico.

Dalla necessità alla libertà.

“Portando mio figlio alla scuola Waldorf rispondo ad una sua personale necessità evolutiva, karmica, questo deve portarmi a difendere la scuola a tutti i costi! Non come dovere, ma come scelta libera di adulto cosciente che imita (mettendosi in linea con) volontariamente e in libertà.”

Quindi è mio figlio che mi conduce a questa scuola? E io come proseguo in questa scelta? Come posso renderla mia, Libera e Consapevole? Come rimango genitore,  educatore, pilota del rapporto con mio figlio? Posso trasformare una sua necessità in un mio atto di libertà cosciente? Posso comprendere dove mi ha condotto e perché? Cosa ha di speciale il luogo,le persone, il maestro verso cui si è diretto? E come posso collegarmi a tutto questo?

La poesia di Ghibran recita: i figli non sono nostri ... sono frecce scoccate nel mondo e noi ne  siamo gli archi … tirati da un Mistero che li ha guidati a noi.

Per un Mistero quindi mi trovo in questa realtà, viva, agita da tanti altri, con la quale desidero entrare in relazione, in dialogo.

Io, l’altro, la scuola: un incontro.

L’incontro attraverso il dialogo, il linguaggio, la parola. La vocale porta musicalità, morbidezza, rotondità, benessere. Le consonanti imprimono chiarezza, fluidità e linearità”. Nella Parola incontro quindi l’essere totale dell’altro, la sua anima, il suo sentire e vivere.

“La tecnica morale” rappresenta un aiuto prezioso per la conquista di un qualità del dialogo.

“La tecnologia, come strumento, è anch’essa utile  e va utilizzata, tuttavia intromette un filtro, una separazione, pertanto non se ne può abusare”. 

E’ importante quindi lavorare per una buona e sana comunicazione interpersonale reale ed autentica,  possibile solo se sostenuta da un dialogo intrapersonale altrettanto sincero.

Un altro tassello a questo punto: “io con me stesso”, “conquistare un’armonia nella mia tripartizione”: far spazio al dominatore dei tre re che li sappia chiamare a rapporto  e condurre con chiarezza d’intenti, sincerità d’animo, e vigore d’azione.

Ma questo dominatore dove sta? Chi è? Come lo trovo? Ciascuno ha il suo proprio e solo con costanza di lavoro può farlo emergere. Autoeducazione dunque! Partire da me, indagare riflessivamente sulle mie motivazioni, moventi, sentimenti, bisogni, aspettative, difficoltà, simpatie e antipatie, consapevole che la  simpatia addormenta e l’antipatia sveglia e può far prendermi coscienza.

 

Prende vita un gruppo di iniziativa di alcuni genitori  (8) appartenenti ad altrettante scuole italiane.

L’idea nasce dal desiderio di mettere in collegamento i genitori delle scuole Waldorf d’Italia, l’obiettivo potrebbe essere quello di arrivare ad una “aggregazione, rete di genitori coscienti che operano in libertà per lo scopo della scuola Waldorf”.

La federazione ha posto quindi la questione a tema del convegno, senza suggerire soluzioni e risposte.  

La scuola, le scuole sono organismi viventi, non incasellabili in leggi fisse, vivono della vita degli individui  chi le costituiscono, tanti Io che si incontrano su piani differenti.

Dagli interventi:

… Ogni scuola è una iniziativa che ha una sua origine e un suo proprio scopo.  Tra questi due punti si dipana la propria biografia, per percorrere la quale esiste una  e una sola via maestra sulla quale, chiunque voglia collegarsi a quella biografia, deve mettersi.

… I genitori sono parte essenziale della scuola innegabilmente, rappresentano le mura a sostegno e protezione della stessa.  Sono i  bambini a chiederlo, non è questione di investitura o riconoscimento.

… La questione è forse nella forma, e questo è tema diverso per  ciascuna realtà.

… Non esistono modelli a cui ispirarsi né che possano essere esportati da una situazione all’altra.

… Ogni scuola è una individualità e come tale ha un proprio filo biografico.  

… La domanda posta deve essere giusta per trovare una risposta, deve riconoscere e rispettare l’entità dell’essere a cui  viene posta, altrimenti rimane disattesa per natura.

… I genitori rappresentano una grande potenzialità positiva, ma che può diventare distruttiva, come affermato da uno dei membri del gruppo di iniziativa.

… Accanto al sottolineare i problemi e le mancanze è sempre importante e di aiuto ricordare il gran bene e i tanti successi maturati in una esperienza.

… Chi porta un problema, deve portare anche una soluzione. Lo scambio non può diventare “uno sfogatoio” di lamentele e problemi, ma deve avere sempre carattere propositivo.

… Mettere in rete le proprie lamentele non aiuta nessuno e fa male a tutti

… I genitori sono come le piccole radici di una grande pianta. Tante, piccole, intrecciate, ma distinte l’una dall’altra. Nutrono la pianta insieme ma ciascuna attraverso una propria specificità. (le radici non sono uguali tra loro).

… Fiducia, Interesse autentico, Desiderio di ascolto  e Attesa sono ciò che rende l’ambiente animico capace di accogliere l’altro.

 

Torno a casa soddisfatta. Piena di entusiasmo. Tanti individui, tante realtà, tanti pensieri, tante intenzioni, anche tante difficoltà, qualche contrasto, anche un po’ d’ombra, ma di certo un unico centro: il bambino, i nostri bambini:  opportunità per me genitore di andare oltre me stesso diventando Anima Cosciente e per me educatore di continuare il  lavoro spirituale che i mondi superiori ci hanno affidato. 

A loro la mia devozione e la mia gratitudine.

 

Manuela Borsetti