La Libera Scuola Janua ha cambiato sede!

Nel verde di una campagna più vicina, all'angolo di un piazzale che due volte a settimana si veste di colori, bancarelle e profumi di ortaggi, vicino ad una fermata del treno che congiunge Roma ad Ostia, lì dove l'ippodromo di Tor di Valle attende di dare il testimone al nuovo stadio della Roma, in una stradina tranquilla, all’interno dell'Istituto Superiore ex Verne che ospita al primo piano 4 classi del professionale turistico e quattro classi del linguistico, ha trovato dimora la Libera Scuola Janua.

Fra quelle mura la “sindrome” che genera salute  - il dialogo - trova forma in vario modo: lì troverete ragazzi di VI classe costruire con i ciocchi di legno una sabbiera, pensata dalle maestre e dai genitori per i bambini dell'asilo. Una sabbiera che abbellisce il piccolo chiostro al centro dell'edificio, che irradia luce e custodisce l'albero e il nido della merla. L'androne dell'entrata, la classe VIII e il laboratorio artistico per i progetti individuali si affacciano su quel fazzoletto di terra già così vitale per il lavoro umano di giardinaggio e cura affidato alla maestra di orticoltura biodinamica che lo custodisce insieme agli alunni di tutte le classi. Le ortensie attendono lo stagno e le potature sono occasioni di gioco e intreccio per i più piccoli della materna. Lo spazio affianco al cancello principale è vissuto principalmente, nelle pause, dalle classi prima e seconda che sotto tigli e abeti giocano ai quattro cantoni, costruiscono piccoli archi e si cimentano con il salto alla corda.

I più grandi dalla III classe all'VIII li incontrerete in un altro spazio della scuola, lì dove due campetti offrono spazio agli esercizi di giocoleria, al “diablo”, alle palline colorate, ai giochi pre-sportivi e sportivi con l’imperdibile “acchiapparella” e le arrampicate sugli alberi di magnolia.

Le aule sono spaziose, colorate dai maestri nei giorni immediatamente precedenti all’apertura della scuola. L'aria, il silenzio e la luce aiutano la concentrazione e lo studio, la laboriosità delle mani, l’espressione di sé e del pensiero. Nell’atrio interno un pianoforte suona, mentre gli alunni si muovono con l’euritmia.

Lingue straniere cantate dalla materna, divengono strutture, dialogo e scritti nelle classi alte, mentre la lavorazione della cera, della creta, del legno, della pietra saponaria accompagnano la crescita degli alunni, gli esercizi cromatici, dal puro colore, su carta bagnata, divengono forme su carta asciutta e spazi definiti con il tratteggio in bianco e nero.

Gli alambicchi, gli acidi e le basi, i metalli, attendono le epoche di chimica in VII classe per divenire esperienze sostanziali di conoscenza del mondo.

Qualcuno considera la scuola Janua un’oasi. Principalmente è un luogo che costruisce libertà di essere, di dire, di fare, di scegliere, di costruire insieme ad altri, in forma sociale. Mentre cresce il bambino viene sempre più essere chiamato ad agire autonomamente, a spostarsi, a cimentarsi in prove collettive di teatro ed orchestra. La VI, VII e VIII classe suonano insieme tutte le settimane. Dalla prima classe gli alunni apprendono a cantare e a suonare il flauto e via via che crescono la maggior parte di loro sceglie lo studio di uno degli strumenti che il pomeriggio la scuola di musica offre.

La salute che si respira entrando in questa scuola passa dal cammino di coscienza degli adulti, educatori, insegnanti, amministratori e tutte le persone che vi operano: sono loro che di fronte ad una difficoltà, ad un conflitto trovano, nel rispetto di ogni singola persona, il punto d'incontro. Sono loro che trovano la strada del dialogo e la mostrano alle nuove generazioni, vivendo nella fiducia che un Istituto di Cultura mentre istruisce pone rilevanza a tutte le facoltà dell'uomo, quelle cognitive, relazionali, sociali, immaginative e intuitive. Spero che in questa nuova struttura, tutte le potenzialità di dialogo con il quartiere, con le scuole superiori, con la città, con altre scuole europee si rafforzino a partire dai progetti che gli insegnanti porranno in essere.

Buon anno scolastico e buona festa d'inaugurazione a tutti!

 

 

Roma, 24 ottobre 2015