Pedagogia curativa

Pedagogia curativa: ambiti di ricerca

Pedagogia curativa è essenzialmente un atteggiamento umano, un'arte concreta, un operare artisticamente, uno sviluppo di tatto animico e sociale per incontrare l'altro nei suoi bisogni più veri, riconoscendone potenzialità appena in germe.

Il pedagogo curativo deve riuscire anche nei casi che richiedono "consolidamento di abitudini e ripetizioni di gesti e parole" come nel caso di un bambino gravemente autistico, disfunzionale e refrattario all'acquisizione di semplici autonomie motorie, comunicative, a trovare sempre nuove modalità nella relazione con il bambino. Koenig sottolinea che la base dei pensieri e dei gesti del pedagogo curativo, sta nello sviluppare un vivo sentimento sull'idea "incontrare questo bambino è per me tanto importante che per lui".

Schemi di comportamento inibiscono alla lunga la relazione stessa e perciò la possibilità evolutiva dell'essere che viene curato e di colui che cura.

Anche il medico e i terapeuti sono chiamati a considerare come diagnosi non solo il nome, ad esempio "Autismo", ma l'essere che come singolo ci porta peculiarità e originalità.

Per poter operare nella pedagogia curativa e divenire veri educatori curativi, bisogna far riferimento all'antropologia del bambino così detto normale e avere a coscienza i processi di sviluppo fisico animico-spirituale dell'essere, nei ritmi di crescita e di manifestazione di facoltà (1). Bisogna altresì sviluppare l'occhio per le difformità che emergono dallo sfondo di una antropologia più ampia, come suggerimenti profondi di un bisogno a cui collegarsi per poter colmare, sopperire, comprendendo più da vicino quell'essere.

Si chiedeva Koenig: quale è la differenza tra i criteri diagnostici del medico, dello psicologo, del pedagogo? Quali sono i confini?

Rispetto a questo proverò a sintetizzare il suo pensiero all'interno di questo breve articolo (2).

Nella medicina si arriva alla sintesi con una, due parole, perché è a partire dal medico che viene dato un nome alla malattia. Comprendere di cosa soffre il bambino, è compito essenzialmente del medico.

Nella psicologia per poter farsi una immagine dei criteri diagnostici è necessario focalizzarsi sui comportamenti dell'individuo. Test di intelligenza e proiettivi possono dare l'idea del cammino che questa disciplina clinica ha adottato e affinato nel tempo per poter arrivare a formulare una diagnosi sui tanti aspetti delle capacità umane, da quelle percettive a quelle cognitive, a quelle psicomotorie e sulla struttura della personalità.

Nella pedagogia curativa l'attitudine all'osservazione è spregiudicata, libera, con un pensiero mantenuto vivo, consapevole di essere come soggetto che valuta, dentro all'incontro stesso con l'essere che si va a conoscere operando.

Nel pedagogo curativo, l'antropologia omnicomprensiva dell'essere comincia a vivere nel rispecchiamento del bambino in se stessi, nella consapevolezza di specchiarsi in lui, si arriva a poter esprimere caratterizzazioni diagnostiche, valutazioni che devono portare informazioni sugli apprendimenti scolastici, sull'interazione con gli stimoli per la comunicazione, per la comprensione, per lo sviluppo di attitudini ad operare nelle multiformi espressioni artistiche dell'essere. Ad esempio il pedagogo non parla della malattia, ma dell'antropologia del movimento e ne fa emergere i disturbi nella postura, nella deambulazione, nella corsa, nell'equilibrio, nel salto, nel rotolamento, nella distensione e contrazione, nell'afferrare, nel lanciare, nell'infilare, nel tagliare, nello scrivere etc. Egli conoscendo i 12 sensi dell'essere umano (3), ricava le debolezze sensoriali che incontra sia nell'ipersensibilità che nella carenza e cerca la via di accesso per poter compensare percezioni alterate, immedesimandosi nell'essere che va curando, istruendo e armonizzando.

Solo quando effettivamente si riuniscono insieme i tre angoli macroscopicamente espressi si potrà intraprendere una valido sostegno curativo. A questa realtà potranno essere aggiunte informazioni specifiche, da neurologi, psicologi della famiglia, arte terapeuti, euritmisti curativi, psicomotricisti, posturologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, osteopati, ma anche istruttori di nuoto, o di altri sport, assistenti alla comunicazione, operatori socio assistenziali. Tutti coloro che interagiscono con il bambino possono dare un contributo ad una immagine unitaria e vasta dell'essere umano che ha necessità di cura. Konig parla di arrivare ad una "sinfonia diagnostica" così che l'intervento terapeutico, farmacologico, psicoterapeutico, pedagogico, didattico diventi  funzionale ai progressi dell'essere umano, verso un miglior vivere, a partire dall'accrescimento di presenza a se stessi  e al mondo. 

Proverò ora a tracciare un percorso formativo di riferimento per arrivare a sviluppare  il  percepire e ampliare la diagnostica e la capacità di intervenire intuitivamente attraverso la didattica e la pedagogia.

Gli studi e l'esperienza del maestro curativo devono essere approfonditi e costantemente relazionati a:

-                I processi dell'embriologia, come immagine archetipica del formarsi dell'uomo (4).

-                I primi tre anni del bambino del suo sviluppo motorio, linguistico e organizzativo del gioco autonomo con i collegamento di pensieri strutturali di fondo (5).

-                Le diverse sfumature caratteristiche del riso e del  pianto(6-7).

-                La comprensione dello sviluppo sensorio nei tre diversi settenni (8).

-                Le osservazioni ambientali, geografiche, climatiche, atmosferiche, riconducibili a paesaggi ove poggiarsi per esercitare la qualità terapeutica stessa con il bambino (9-10).

-                Il metodo scientifico di base nell'osservazione dei fenomeni a cui far seguire l'ascolto interiore di ciò che emerge da tale osservazione (11-12).

-                Praticare la motricità artisticamente e regolarmente per riconoscere e comprendere i fondamenti del movimento e la sua qualità e imparare ad addentrarsi sui disturbi motori differenziati in base ai piani nello spazio avanti-dietro, alto-basso, destra-sinistra (13-17).

-                Praticare le diverse arti plastiche e musicali.

-                Curare la sensatezza di ogni proposta all'interno di una dimensione vasta che pone al centro l'essere umano nella realtà del vivere operare, sentire, riflettere, etc.

-                Comprendere la capacità di rappresentazione in relazione al rapporto corporeo con spazio e tempo (18).

-                Conoscere i processi vitali e collegarli ai processi di apprendimento (19-20).

-                Comprendere che l'apprendimento sia un entrare nella differenziazione  e nella discriminazione a partire da una percezione globale (2).

-                Comprendere che  mentre  l'apprendimento  ha un andamento  centripeto di uscire verso il mondo, l'appropriarsi del proprio corpo ha  un andamento centrifugo di contatto che porta alla percezione di sé stessi (2).

-                Comprendere il valore dell'imitazione, preludio della relazione, per l'evoluzione infantile (21).

-                Comprendere che il disturbo di contatto con il mondo può essere causato da una relazione troppo intensa e forte con il mondo stesso e imparare a interrogarsi sulla giusta distanza per ogni essere umano che si incontra.

-                Ascoltare con attenzione il linguaggio dei bambini per percepire come parlano e arrivare a cogliere la natura profonda dei bambini stessi dal timbro, altezza, velocità, dai suoni rallentati, dalla fluidità del linguaggio, dal blocco, dalla  difficoltà a pronunciare alcuni fonemi ed altro (2).

-                Esercitarsi nella creazione e scrittura di fiabe curative e nella possibilità di utilizzare lo strumento teatro nelle diverse accezioni.

-                Fare regolari esercizi di buona osservazione a partire dal ricordo per esempio sulle dita e le mani, "se sono piccole, flessibili, se la mano è ampia o stretta, se le dita sono irrorate di sangue, animate ...".

-                Lavorare interiormente per sviluppare in sé coscienza, coraggio e compassione sincera (22).

NOTE - Bibliografia

Tale bibliografia è solo una proposta di percorso di pensiero.

1.               Rudolf Steiner - Arte dell'Educazione - Vol. 1 - Antropologia - Ed. Antroposofica
1.               Karl König - Essere umani. Criteri diagnostici in pedagogia curativa - Ed. Il   capitello del sole
2.               Alberto Soesman - I 12 sensi - Natura & Cultura Editrice
3.               Thomas J. Welths - Embriogenesi - Ed. Filadelfia
4.               Karl König - I primi tre anni del bambino - Ed. Il capitello del sole
5.               Rudolf Steiner - L'uomo si esprime nel linguaggio nel riso e nel pianto - Ed.  Antroposofica
6.               Karl König - L'anima umana - Natura & Cultura Editrice
7.               B. C. J. Lievegoed  - Le età evolutive dall'infanzia alla maggiore età - Natura &  Cultura Editrice
8.               Walther Cloos - L'anno della terra - Natura & Cultura Editrice
9.               Kees Zoeteman - Gaiasofia - Ed. Filadelfia
10.            Rudolf Steiner - La concezione goethiana del mondo - Ed. Tilopa
11.            Rudolf Steiner - Saggi filosofici - Ed. Antroposofica
12.            Rudolf Steiner - Il mondo come risultato di processi di equilibrio - Ed. Antroposofica
13.            Rudolf Steiner - Euritmia linguaggio visibile - Ed. Antroposofica
14.            A. Lapierre e B. Aucouturier - I contrasti - Sperling & Kupfer Editori
15.            A. Lapierre e B. Aucouturier - Associazione di contrasti - Sperling & Kupfer Editori
16.            A. Lapierre e B. Aucouturier - Le sfumature - Sperling & Kupfer Editori
17.            Rudolf Steiner - Osservazione Esperimento Matematica - Ed. Antroposofica
18.            Ernst Marti - L'eterico - Aedel Edizioni
19.            Rudolf Hauschka - La natura della sostanza - Ed. Antroposofica
20.            Rudolf Steiner - L'educazione come arte - Ed. Antroposofica
21.            Rudolf Steiner - L'uomo terreno e l'uomo cosmico - Ed. Antroposofica

 

Manuela de Angelis

Marzo 2017