Sì viaggiare: cronaca di uno scambio - Luciana Tinari

Si viaggiare: cronaca di uno scambio culturale all'estero

Si, viaggiare!

Così canta ancora una vecchia canzone di Battisti, così pulsa nel cuore il desiderio di tanti giovani ragazzi che si affacciano nel mondo, pieni di aspettative e di fiducia nell'incontro con la vita.

Cronaca di un viaggio semplice, spinto dal desiderio di allargare i propri confini, fisici, culturali e soprattutto sociali. Due scuole si incontrano attraverso la VI classe della LIBERA SCUOLA JANUA  di Roma  e la VI classe del MATTIA GRUNEWALD di Colmar.

Ma prima dell'incontro, il sogno... "Come sono i ragazzi francesi? Quanti sono? Ci capiremo dopo solo un anno di studio di francese? Quante sono le ragazze? ecc..."

Così l'insegnante di francese della nostra scuola ha realizzato con loro una lettera di presentazione, piena di sogni e di aspettative. Dopo aver contattato la scuola e l'insegnante di Colmar, decidiamo di andare in avanscoperta e organizzare il viaggio. Mi reco in Francia. Tutto fluisce con calore e disponibilità degli insegnanti all'esperienza: i ragazzi alloggeranno nell'ostello della città e incontreranno i compagni francesi a scuola.

Mi reco a scuola nella classe dell'insegnante Jean Michel : porto in me l'emozione dei "miei" ragazzi e incontro la loro emozione. La gioia sui volti vivaci dei ragazzi, nel leggere la lettera da me recapitata, è la stessa gioia di chi l'ha scritta. Con il maestro immaginiamo l'incontro; lo organizziamo, ma sappiamo entrambi che saranno le loro individualità a scegliersi o a respingersi...

Due mesi dopo, ho in tasca un programma dettagliato di ogni giorno della settimana di gita scolastica:

VISITA alla città medioevale di Colmar e dei musei; OSSERVAZIONE dei monti Vosgi e dei vigneti, secondo le caratteristiche geo-fisiche; VISITA  al parco delle farfalle; VISITA  alla città di Strasburgo; VISITA al castello medioevale di Haut-Koenigsborg ... con volo di rapaci. Visito personalmente ogni luogo, ma poi c'è il paziente lavoro di segretarie, di insegnanti che prenotano, studiano prezzi, opportunità per i giovani, orari di treni e di musei, ristoranti, etc.

Dopo due ore, circa, di volo arriviamo a Basilea, nonostante il fumo del vulcano islandese (che ricorderemo nella nostra vita scolastica non solo grazie all' appassionante Verne) e non è più importante, mi dicono i ragazzi, se rientreremo nella data prevista ... Il loro desiderio di libertà è immenso,

Sono 17 i Romani, fra ragazzi e ragazze; camminano per le strade come fossero indipendenti, conversando, scambiandosi commenti e impressioni: sono chiassosi e colorati rispetto ai calmi abitanti della cittadina alsaziana e, a parte i  tempi brevissimi dei  semafori, nulla impedisce loro di muoversi  da soli. Imparano le strade, e le abitudini del posto: osservano e si compiacciono dell'ordine e della pulizia dei mezzi e delle strade, delle aiuole. Osservano l'autonomia degli spostamenti in autobus dei loro coetanei ... Ho conferma di ciò che penso.  L'esempio concreto risveglia le coscienze ...

Di fronte alla domanda, la domanda numero uno, la sempre presente domanda  del mio amato mestiere: "Staranno apprendendo abbastanza?" la mia coscienza mi ordina di tacere. " Vivi e lascia vivere" mi sussurra poi. Un punto essenziale nella mia lealtà verso i ragazzi: ora che il nostro percorso-viaggio scolastico si prepara verso un arrivo (siamo alle soglie della VII classe), il  nostro viaggio nel mondo è appena iniziato! Da dentro a fuori: tutto richiede un rovesciamento.  Qui si sceglie di nuovo: o si è insegnanti o non lo si è.

L'incontro con i ragazzi e gli insegnanti francesi fluisce come acqua fresca che ci disseta. Ad ognuno viene dato un cartellino con il suo nome. Divisi in due "grupponi" (i Francesi sono 33 in tutto), sperimentiamo insieme un lavoro in giardino in cui tagliamo insieme tronchi di alberi e spostiamo  legni, passandoceli di mano in mano. Facciamo euritmia insieme, balliamo la tarantella ... Si, ma ora, già ci salutiamo?

Giocano , si rincorrono e soprattutto  ridono, si abbracciano, si danno pacche sulle spalle , si scrutano con simpatia. Non si distinguono fra loro: sono un tutt'uno, non c'è Italia e Francia, solo ragazzi entusiasti ... Tra insegnanti ci guardiamo: "Non hanno bisogno di noi".

L'incontro, vista l'insistenza della richiesta, va assolutamente ripetuto ... E così facciamo. Dopo 2 giorni ci rincontriamo e i ragazzi si conoscono meglio. E glissiamo sugli inviti personali a casa, ma è soltanto un ARRIVEDERCI. Attualmente continua la corrispondenza ... e chissà.

Durante la gita, nel parco della città sono nati altri incontri spontanei ,scambi, giochi: ogni cosa può essere vissuta. Ogni ragazzo presente nell'ostello, appartenente ad altre scuole d'Europa, desta curiosità e interesse. La notte è lunga. Ci si sente davvero nel mondo.

Scrivono del viaggio ...

"Il giorno prima della gita non ho dormito, l'eccitazione ha vinto su di me. L'indomani mi sono alzata subito ... una volta arrivata a scuola siamo partiti tutti insieme per andare all'aeroporto. A quel punto ero fuori di testa ...

"Molto difficilmente decidemmo le stanze ... Dopo aver cenato in un ristorante, siamo ritornati all'ostello, abbiamo fatto un Party e poi (come dice la maestra): " Tutti a dormire! Certo, come no!"

"Soprattutto abbiamo incontrato i ragazzi della scuola steineriana francese di Colmar: abbiamo pranzato, comunicato e giocato con loro".

Colmar è una delle città più pulite che io ho visitato, con meravigliosi parchi e fontane. A Colmar sono presenti musei e bei monumenti ma anche tantissime cicogne, tanto che sui tetti ci sono piattaforme che servono per la costruzione di nidi. La giornata che mi è piaciuta di più è stata quella trascorsa a Strasburgo: siamo andati con un battello, lungo il fiume e ci siamo diretti al Parlamento e poi alla cattedrale ..."

"Un'altra cosa tipica di quel posto sono le vetrate, che abbiamo trovato in tutte le cattedrali. Erano di tutti i colori e i diversi disegni raccontavano di solito, della vita del Cristo" ...

"A Strasburgo abbiamo visitato Notre Dame (Nostra Signora): era meravigliosa, altissima, faceva una grande impressione. All'interno, oltre alle meravigliose vetrate, c'e un orologio con i pianeti e con delle statue che si spostano, a tratti, in cerchio. E' meraviglioso ... E le crepes che delizia! La Francia le ha inventate ..."

"Quando siamo ritornati a Roma eravamo molto tristi perché quei bei giorni erano passati così in fretta!"

E concludono: " LA GITA E' STATA STUPEFACENTE!".

E allora: alla prossima puntata ...

 

Luciana Tinari