La Valutazione Scolastica - Manuela de Angelis

Prima di scrivere la pagella per i propri alunni la maestra di settima classe si interroga:

Cosa voglio trasmettere con questa pagella, in questo anno scolastico, per questi ragazzi?

 

Voglio portare contenuti, sostanza di pensiero e voglio che questi contenuti abbiano una attinenza al processo di maturazione del ragazzo, abbiano un collegamento con gli interessi dell'alunno, abbiano dei nessi con le loro caratteristiche più evidenti, con i loro punti di forza o le loro evidenti difficoltà.

Così che rispecchiandosi in questi pensieri, i ragazzi si aprano a nuovi interrogativi in merito al loro stessi, alle loro aspirazioni.

I ragazzi, dalla sesta classe (prima media), possono cominciare a osservare loro stessi, le loro competenze o incompetenze attraverso le" pagelle didattiche "di autovalutazione e contemporaneamente agganciarsi all'immagine sintetica che il maestro vuole lasciargli in quel momento.


La prima domanda è perciò nel maestro

  • Di cosa ha bisogno l'alunno?
  • Cosa mi sta chiedendo?
  • Come sostenerlo nella sua crescita globale?

 

Nei primi anni di scuola

una filastrocca, una fiaba, un breve racconto, che ha come protagonista un elemento della natura, o un mestiere o un personaggio mitologico, viene scritta dal maestro appositamente per ciascun allievo.

Il tema che il maestro sceglie spesso ha attinenza con gli argomenti affrontati durante l'anno

Ciò che il maestro vuole comunicare all'allievo arriva attraverso l'immagine e gli parla in profondità.

 

 

 

Non si tratta di valutare quantitativamente o analiticamente ma di rafforzare il bambino nella sua “impresa”:

mettere in movimento se stesso per imparare...

  • a conoscere il mondo,
  • a fare per il mondo,
  • ad essere con l'altro nel mondo


Cosa vuole essere la scuola?

Per il bambino è un luogo, più vasto della propria famiglia, per aprire il proprio orizzonte.

E' Uno spazio di incontro umano con l'adulto e la sua esperienza, con il coetaneo e la sua peculiarità, con la vita sociale .

E' Un tempo che ritma buona parte della giornata, della settimana, dell'anno del bambino e del ragazzo.

Essendo un tempo va ad incidere sulle abitudini, crea un ritmo di lavoro alternando attività pratiche a momenti di riflessione, e di ricerca, lavori guidati ad attività libera, promuovendo lavori individuali e di gruppo, espressione artistica a osservazione scientifica.

 

La scuola...

  • è una "palestra" per appropriarsi delle proprie facoltà e allenarsi,
  • è una "fucina" dove si forgiano i propri strumenti per arrivare a conoscere, a sentire e ad agire,
  • è "un'atelier" dove sperimentare diverse tecniche e mettere in gioco via via se stessi,
  • è un "trampolino" per introdursi artisticamente e con coraggio nel mondo,
  • è un "incontro" di uomini che si interrogano:
    Come sviluppare negli alunni
    , l'amore per la conoscenza, l'interesse per il mondo?

 

Nella scuola Janua il bambino è riconosciuto come individualità fin dall'inizio e i maestri si ricollegano a lui nel rispetto dei suoi tempi di maturazione

 

Perchè il bamibno e il ragazzo vengono a scuola?

Per imparare a fare, a conoscere, a relazionarsi.

 

Quale è la responsabilità del maestro?

 

Essere

  • in grado di osservare approfonditamente le diverse caratteristiche, costituzionali, temperamentali e caratteriali di ciascun alunno, rimanendo in ascolto del suo essere più vero e cogliendone le trasformazioni in atto.

Divenire

  • punto di riferimento per i suoi alunni,
  • facilitatore dello sviluppo delle diverse abilità pratiche e facoltà emotive e cognitive degli studenti

 

Il maestro è chiamato ad aggiornarsi continuamente, ad essere collegato con il mondo e a collaborare attivamente con i colleghi perchè intorno alle classi, ogni bambino sperimenti il valore della ricerca personale e della collaborazione

 

Quale è, a questo punto, il senso di dare ai ragazzi una valutazione?

Cosa deve valutare l'insegnante?

Cosa deve comunicare all'alunno?

A che età?

In che modo?

Valutare significa dare un valore, che tipo di valore? Quantitativo o caratterizzante un processo?

 

Si può quantificare il processo di apprendimento?

Peso, numero e misura aiutano a verificare risultati oggettivi esatti, come gli errori grammaticali o gli errori di calcolo, ma non possono in nessun modo essere riferimento per il processo che prevede la necessità di cogliere le tante sfumature della trasformazione e maturazione delle facoltà del bambino che si fa ragazzo.

 

Aiutare il ragazzo ad osservarsi con sincerità, a verificare oggettivamente dati quantitativi e contemporaneamente cogliere la ricchezza e la potenzialità del suo essere, è un compito arduo perch:

  • la maturazione delle facoltà animiche,
  • il passaggio dal pensiero concreto a quello astratto
  • lo sviluppo di un linguaggio ricco e articolato
  • il riconoscimento e l'espressione di sè stessi attraverso elaborati scritti, attraverso gesti artistici, attraverso espressioni musicali o altro

 

è un farsi quotidiano che nel momento che viene fotografato in un istante, già è in realtà inadeguato a cogliere le trasformazioni e le metamorfosi dell'essere.

 

Come fare ?

E' proprio necessario dare una valutazione a fine anno scolastico?

Aiuta lo studente avere un rimando dall 'insegnante?

E' lo studente che deve chiedere o è l'insegnante che deve dire?

A che età e come dare il rimando al ragazzo?

Quale è il valore della correzione dell'errore?dell'apprezzamento?dell'incoraggiamento?

Cosa significa la valutazione di fine anno?

Come l'insegnante comunica ad i genitori il percorso scolastico del figlio, i progressi dello stesso nelle diverse discipline?

Come il maestro si pone rispetto alla maturazione individuale e come rispetto alla maturazione della classe?

Esistono competenze che vanno acquisite per poter affrontare la classe successiva?se si quali?

 

A fine anno è necessaria una sintesi del lavoro svolto, è necessario che il bambino e ancor più il ragazzo ricrei con gli insegnanti il percorso di studio delle diverse discipline. Questo richiede alcuni giorni.

I ragazzi amano sempre andare avanti, fare esperienze nuove e meno ripensare o ricordare ciò che hanno già sperimentato.

Eppure bisogna creare un clima vivo sul ricordo e farlo accuratamente, riguardare i quaderni, ripetere alcune delle poesie imparate a memoria, osservare i propri disegni, gli esercizi svolti, le pagine rimaste bianche per le assenze., bisogna guardare ai propri lavori di scultura, ai lavori di cucito o tessitura, ricreare i percorsi delle gite, le recite, leggere alcune pagine dei temi più significativi.

Questo momento può essere facilitato, con i più grandi, dalla "pagella didattica" che viene loro proposta come strumento per iniziare ad autovalutare il proprio agire scolastico.

Si tratta di uno strumento che permette il ricordo e lascia libero il ragazzo di dare una valutazione quantitativa alle diverse capacità da lui acquisite, grazie alle lezioni a scuola.

Andare a ripescare nella memoria significa rivitalizzare il proprio pensiero.

Il ricordo è un immagine che vive nell'interiorità e che si riaccende nel presente.

Inoltre si sviluppa un sentimento di coscienza di sè che rafforza la propria sicurezza interiore.

 

Chiudere l'anno significa, per il maestro, anche farsi dire dagli alunni ciò che per ciascuno di loro è stato difficile, bello, importante, stimolante, noioso.

Significa lanciare pensieri oltre l'estate,

Significa anche pensare con gli alunni all'estate stessa come ad un tempo di immersione nella luce, nel calore, nell'acqua, nella sabbia etc, un tempo di defaticamento e perchèn nò di allenamento, presentando in alcuni casi, dei compiti per settembre.

 

Ma qule obiettivo si pone effettivamente il maestro nello scrivere per i ragazzi, una frase, un brano, un dialogo, un' immagine?

E' importante lasciare questo segno senza riferirsi ad altro che all'immagine viva del bambino o del ragazzo nella propria coscienza di educatore?

 

Si l'arte è la testimonianza dell'inesauribile forza creatrice del pensiero ed il maestro non può rinunciare in nome di una oggettività analitica, ad attingere alla sua fantasia morale e, lasciandosi ispirare dal vivo ricordo dei suoi alunni, non può rinunciare a parlare all'Io spirituale di ciascuno di loro.

Se avremo il coraggio, come insegnanti, di perseguire scienza e arte con la stessa appassionata ricerca, non temeremo l'indagine sulle competenze acquisite dai nostri alunni e non tralasceremo di acquisire ogni giorno di più, unosguardo profondo e globale capace di suscitare in noi, vere poesie che, con poche parole, parlano a tutto l'essere dell'alunno.

 

La pagella del maestro di classe vuole perciò essere

un ricordo di come il ragazzo si è manifestato durante l'anno ma anche un orizzonte aperto verso ciò che ancora non è, ma che il maestro intravede.

Si tratta di tinteggiare un'immagine vivida dell'oggi, portando in sè il germe del domani e i frutti di ciò che si è svolto.

Il sentimento che può sostenere il maestro in questo impegno è il sentimento del "dono":la pagella è il regalo che il maestro fa ai ragazzi, lavorando interiormente per essere strumento di evoluzione per i propri alunni.

 

Manuela de Angelis