Pensiero vivo, pratica pedagogica - Manuela de Angelis

di Manuela de Angelis della Libera Scuola Janua di Roma

pubblicato in "Arte dell'educazione" - nr 32 - 1° quadrimestre 2009

 


 

 

Di cosa ha bisogno un maestro per presentare ai suoi alunni la scienza biologica, la scienza matematica, quella inorganica, la fisica e la chimica?

Come può aiutare i ragazzi a scorgere le leggi che regolano la materia, la sostanza e la vita? Che regolano l'interazione fra viventi?

Come si nutre spiritualmente un maestro che non vuole trasmettere il conosciuto, ma aprire lo sguardo, l'orecchio e il cuore degli studenti agli sbocchi di un interrogativo profondo sull'essere umano inserito nel cosmo?

Quale è il modo per far indagare la causa dell'impronta nel fango senza cercare nella materia stessa, ma sollevando lo sguardo verso ciò che ha agito e agisce sullo stesso fango dall'esterno?

Dove attinge il maestro la forza che genera una continua fantasia creatrice capace di donare agli studenti stimoli per un fare creativo, validi supporti di crescita, diversi a seconda l'età degli alunni a cui sono rivolti?

Come il maestro sviluppa l'occhio per l'evoluzione dell'essere umano a lui affidato?

Come è in grado di metamorfosare ogni giorno tensioni, difficoltà e disordini in spinte di salute riequilibratrici? A cosa deve guardare per far ciò?

Come può arrivare il maestro a sviluppare un puro pensiero disinteressato e libero capace di sprigionare vita che nutre le nuove generazioni e non le ingabbia in schemi e definizioni?

Come possiamo divenire capaci di cogliere la periferia mentre lavoriamo nel centro?

 

Vi è una relazione tra il  lavoro di concentrazione richiesto nell'esercitazione di geometria proiettiva e la vita della classe che impegna il maestro nell'osservazione del singolo e del tutto, che lo impegna a cogliere l'invisibile che vive fra i ragazzi e a tenere il filo un giorno dopo l'altro, un anno dopo l'altro perchè la domanda karmica è una vera domanda anche nell'incontro fra studenti e fra ognuno di loro e gli insegnanti.

 

Da dove giungono a noi gli alunni? Cosa ci chiedono? Perchè attendono da noi indicazioni, consigli risposte? Come essere capaci di questo ascolto? Come arrivare a trovare le periferie cosmiche dalle quali echeggiano tali domande?

 

Dal Tempo arrivano nello stesso spazio dell'aula esseri spaziali, temporali e al tempo stesso aspaziali e atemporali. Essi soggiacciono al peso e alla gravità mentre si muovono però sono espressione di tutt'altro, essi crescono, rinvigoriscono, lottano con la gravità, continuamente lottano, alcuni di loro sembrano sottratti a questa legge, fuscelli leggeri, senza effettivo peso sostengono impegni profusi proprio per l'assenza di peso che li caratterizza. Cogliere la varietà dell'essere senza il riferimento ad una periferia cosmica oggi mi sembra impossibile. Questo lavoro che ci ha chiesto di indagare le correnti che generano le forme e di immaginare un punto come concentrazioni di forze che hanno la loro controparte in una sfera posta nelle vastità cosmiche, mi aiuta a vedere ogni alunno come un punto in cui convergono e divergono forze formatrici attive.

Forze immaginative nel maestro sono forze di salute per l'alunno

 

Quali sono i lavori formativi  che hanno il coraggio di porci lì dove da soli stentiamo  ad andare? Io so che oggi possiamo procedere alla nostra crescita umana e professionale solo se riusciamo a procedere insieme collegandoci, anche se a volte faticosamente. Possiamo beneficiare del lavoro altrui senza divenire parassiti, ma ritrovando il desiderio di continuare a ricercare e la gratitudine per ciò che l'altro vede, domanda, coglie o semplicemente non comprende. Si, la vita sociale che si acquisisce purificata dal comune intento di ricerca diviene sostegno anche per le classi che hanno necessità di trovare maestri sempre più capaci di far convergere le intenzioni dei bambini verso mete individuali condivise.

 

Ogni alunno può essere immaginato come  un corpo celeste coordinato con altri corpi celesti, punto focale di correnti che hanno una direzione, un verso, una intensità e che al tempo stesso è inserito con la sua peculiare caratteristica nell' ampio cielo e allora ,come non danzare cercando l'armonia delle stelle? Come non provare a disegnare con i nostri cuori in movimento le forme di questa danza cosmica di costellazioni e pianeti?

 

Evoluzione, Metamorfosi e Polarità sono concetti che stanno divenendo vivi e agenti nell'essere, non si può più parlare di loro leggendo e rileggendo dai libri di Goethe o di Steiner .

Oggi l'idea di “evoluzione” è la pietra di fondazione sperimentata e dinamizzata che nell'interiorità agisce cercando sempre più comprensione in scienza occulta e che sollecita l'essere a prendere posizione per il destino della Terra.

L'idea di “metamorfosi” è penetrata  nel nostro agire quotidiano che è sempre più chiamato e rinvigorito dall'approfondimento e dallo studio per cui più intensamente  le intenzioni si calano nell'azione con un calmo sentire e viceversao si ritrasformano una volta agite in intenzioni e idee. Riguardo alla “polarità”, essa è compagna di viaggio, visibile in tutto ed il maestro è sollecitato a riconoscerla non solo nella struttura spaziale, punto-sfera, ma nelle corna del cervo e della mucca.

Grazie a questo lavoro è' l'occhio che si è aperto, un occhio non solo esterno, ma interiore e dove mi conduce quell'occhio interiore? A quale memoria cosmica mi porta?

 

Penetrare nella materia non per trovarvi cause autoformantesi, ma per rintracciare leggi dell'ordine universale diviene una sfida per tutto l'essere e non solo per l'intelletto e allora le cellule retiniche scopriamo che hanno affinità con le epatiche e soggiacciono alle stesse forze formatrici esagonali delle celle delle api e del quarzo e delle piante liliacee e per un attimo ancora il nostro sguardo si solleva e l'anima si dilata ad abbracciare la Natura a noi ancora così estranea e lontana, una Natura che chiede a noi di essere riconosciuta e riconnessa al cosmo e all'uomo che ne è custode e figlio.

 

Così per un attimo nell'uomo la sostanza della Natura trova la forza formatrice delle stelle  e l'insegnante che si è posto il compito di avvicinare i bambini alla Natura non per dovere né per paura dell'imminente catastrofe annunciata dai media,acquisisce vigore per il suo lavoro e mille ispirazioni sollecitano il suo fare creativo e dialoghi fra elementi diventano semplici poesie e storielle far  un sasso e una cascata, fra un cristallo di neve ed un ramo di abete, fra un bocciolo di rosa e una nuvola dispettosa.