Lettera Malawi - Manuela de Angelis

Carissime maestre,

in questo anno scolastico il pensiero del Malawi e dei bambini da voi curati ed amati negli asili, è tornato e ritornato più volte nei nostri cuori pensanti.
La nostra piccola scuola Janua, alla periferia di una grande metropoli come quella romana, ha visto bambini interrogarsi sinceramente sulla vostra realtà e maestre pronte a trasformare questo interesse sincero in azione concreta. Così sono nati disegni e ricerche ed è cominciato il dialogo.

Siamo solo all'inizio, Luna in agosto vi porterà con questa lettera la nostra disponibilità a continuare il collegamento con voi, con la vostra terra e soprattutto con i bambini che vivono questo scambio come un arricchimento reciproco. Questo è il nostro intento come educatori.

Parlare del bambino, pensare al bambino, agire con il bambino è un'opportunità meravigliosa per noi adulti di venire a contatto con il futuro dell'umanità, con i germi ancora nascosti di ciò che l'uomo, in quanto essere spirituale, può anelare a realizzare e a compiere per il Pianeta, per gli esseri viventi, per i più piccoli e bisognosi.

La vita che i bambini ci manifestano ed esprimono è oro puro!

È l’idea universale ancora in atto, che abbiamo necessità di proteggere e accudire come il più prezioso bene per l'evoluzione del genere umano.
Coltivando la fiducia nel potenziale umano racchiuso nell'uomo che si va facendo noi sosteniamo il lavoro invisibile dei mondi spirituali.
I bambini piccoli vivono essenzialmente nel movimento che:

  • è espressione di sé,
  • è già linguaggio e relazione con l'altro

ed

  • è un comportamento che ci parla del benessere o del malessere dell'anima in rapporto agli altri, al contesto in cui è inserito.


A noi adulti educatori si apre la sfida di imparare ad osservare questo movimento con meraviglia, con interesse, per comprendere.
Comprendere non avviene automaticamente né sviluppando solo un occhio al particolare, un occhio analitico, ma diviene possibile se alterniamo, come un respiro, uno sguardo focalizzato ad uno più sfocato, ma più ampio che ci permette di vedere anche la periferia dell'essere, di osservare gli interstizi, ciò che vive e muove fra un essere e l'altro.

Guardare non per definire, ma per porci interrogativi e attendere in silenzio. E poi condividendo con i colleghi, ciò che abbiamo osservato. E’ già un grande aiuto al nostro lavoro così delicato, prezioso e spesso poco compreso ed è già salute per il bambino.
Il respiro dello sguardo dell'educatore è lo stesso respiro che ricerchiamo negli asili tra momenti di attività guidata a momenti di gioco libero e creativo.

L'attività guidata va dal fare il pane, a partire dallo sgranare le spighe e macinare il grano, al dipingere, al disegnare, al fare il telaio tessendo piccole borse o tappetini, imparando il sopra e il sotto e l'ordine che ne deriva e si completa con i racconti adatti all'età del bambini che nutrono l'immaginazione.

Saremo contenti come insegnanti di venire a conoscenza delle attività concrete, sensate, che voi portate ai vostri alunni così da intraprendere un proficuo scambio didattico.
Vi invito con questa lettera a pormi interrogativi sul fare didattico, sullo sviluppo del bambino e sulla vita organizzativa della scuola così da poter sostenere meglio l'idea interculturale che muove questa piccola iniziativa pedagogico-sociale.

Concludo questo breve scritto con i migliori auguri per voi, lo sviluppo della vostra professione e per il futuro dei vostri alunni, da parte del collegio degli insegnanti della Libera Scuola Janua di Roma.


Manuela de Angelis
Luglio 2009