Il deficit di Natura - Manuela de Angelis

Dal Cosmo alla Terra. Il legame dell'essere umano che cresce con la Natura. Una immagine di una scuola viva

 

E' ora!

La Protezione del Bambino è la sua immersione nella Natura.

La Protezione della Natura è che lui ne divenga custode.

Osservo il bambino piccolo, egli vive immerso in ciò che fa, che sperimenta, che echeggia da lui, intorno a lui.

E' incantevole vederlo giocare con il bastone, la sabbia, l'insetto, il filo d'erba, cercare di camminare sul tronco.

Tutto parla attraverso il suo gesto totale e globale.

Nella Natura lui va accompagnato a camminare, annusare, sperimentare in tutta naturalezza.

 

Come?

Ciò che lo accompagna è l'attitudine di devozione, di meraviglia, di gratitudine, di coraggio dell'educatore intorno a lui.

La Natura e il bambino sono una cosa sola, egli dentro di sé, mentre contatta il mondo, vive in questa azione profonda e sapienziale della Natura, in sé e per lui!

E' il Cosmo che lo conduce a toccare la Terra ancora stretta o lontana.

La Natura è viva e l'ambiente attraverso sassi, farfalle, lombrichi e lumache, legni, tronchetti, diviene spazio immaginario che consente storie vigorose e concrete.

 

Ecco il bambino è cresciuto, è diverso:sostare per fare una buca di sabbia ora lo interessa relativamente, la voglia di costruire è cresciuta.

Il mistero, la vita, il gioco si intensificano, il bisogno di esplorare cresce, le palafitte, i ponti tibetani, il sostare fra gli alberi sentendosi scoiattoli.

Quante le storie di animali! Quanti I racconti di botanica!

Cresce il desiderio di guardare alla meraviglia di quella forma di fiore per poi contarne i petali.

 

La Natura adesso è il teatro sulla quale si squaderna la Conoscenza.

Cresce ancora il bambino e si ritrova a farsi chiamare ragazzo.

La Natura sintetica si contrappone e dialoga con l'intelletto analitico che separa.

La Natura, prima vissuta, poi sentita, adesso appare comprensibile.

Il Calore del primo momento che si effondeva intorno al bambino che giocava, attraversato dagli elementi, per niente apparentemente infastidito dalla loro presenza, è divenuta osservazione meteorologica, giardinaggio sulle indicazioni del maestro che assegna l'incarico.

 

Se passate in Via della Magliana, la nostra scuola è riconosciuta per quella dove i bambini salgono sugli alberi.

Ciò i primi tempi, preoccupava i passanti, ci sono stati cittadini che allertavano la polizia, poi, pian piano si sono abituati.

Lì in quella scuola i bambini sono più simili ad uccelli!

Ma lo stesso passante ora vede altro: bambini che zappano un orto, che giocano a corda con i loro maestri, che raccolgono gelsi, olive, fanno staccionate, costruiscono capannucce e casette. Vedono genitori, bambini e insegnanti che risanano continuamente un ambiente e piantano, potano, vangano, cercano piante dalla forestale per intensificare la zona verde ancora troppo poca per bambini così capaci di incontrare la Natura.

 

E' questo fare che caratterizza la scuola Janua rispetto alla Natura?

No, se diamo uno sguardo più approfondito troviamo altro: è il sentire comune dei maestri, di questo corpo docente che si incontra con il sentire dei genitori che spesso scelgono questa scuola per la loro sensibilità verso la Natura.

In ogni classe entrando si può osservare il tavolo della Natura o anche detto Regno. Regno di cui l'uomo è custode. Questo muta a seconda delle stagioni, muta e si trasforma cambiando colori, cambiando teli, così che mago gelo possa cedere il passo a fata primavera.

 

E in quel tavolo i tesori, come pietruzze, conchiglie preziose per la loro bellezza e forma, prendono vigore e il bambino sa che quel tavolo è lì per essere fonte di meraviglia, dono apportatore di novità.

 

La Natura non si spiega, si vive. Così al pane preparato a partire dalla semina del chicco negli asili pian piano si passa alla cura delle piante dentro e fuori l'aula.

Piantare un albero, osservare la forma della foglia, camminare la forma e riprodurla graficamente.

 

Essere inseriti nel ritmo delle stagioni con I lavori agricoli.

Uscire nei parchi regionali, nazionali, per praticare da vicino la cura degli animali, seguire il ciclo della lana, del formaggio, dell'olio, significa avere un legame non teorico, ma sostanziale con la Natura e al tempo stesso gettare le basi, le fondamenta della sicurezza interiore dell'uomo futuro.

 

La sicurezza di sé, da adolescente, nasce non dal dominare la Natura, che impulsa cieca nell'inconscio o nelle pulsioni che muovono all'istinto o alla brama, ma comprendere, cioè essere dentro ai processi, che si comincia a riconoscere perchè si sono sperimentati nel momento giusto.

 

Non dominare per paura, ma lasciar fluire il ricordo vivo di ciò che si è sperimentato, vissuto, compreso. Addomesticare la Natura appartenendo ad essa ed apportando, ormai adolescenti distaccati da lei, un contributo originale, che nasce dalla conoscenza delle sue leggi.

 

Come è la forma di quella pianta? Ricorda la luce che viaggia in linea retta come una lancia o più le curve dell'acqua quando bolle? Il fiore con i suoi tre, cinque, sette petali o gli stami, il suo stelo lucente flessuoso o vigoroso e forte, la metamorfosi del fiore in frutto e delle foglie dal basso all'alto dello stesso stelo.,lo spogliare e il rinverdire degli alberi.

Forse dobbiamo riprendere a interrogarci sul concetto di protezione.

 

Se i genitori portano i bambini alla scuola Janua, per proteggerlo dal mondo hanno una idea parziale, la protezione è nell'inserirlo così come è, con la sua interiorità a contatto con la Natura.

E il suo rapporto con la Natura varierà con l'età divenendo da madre a sorella ad opportunità di sfida.

Per conoscere c'è bisogno di una presenza umana.

Tutti sanno che la pedagogia Waldorf non è un metodo, un sistema pedagogico, ma un'arte per risvegliare l'uomo, per esempio, a ritrovare un forte sentimento, un vigoroso sentimento verso la Natura "che ci cura e ci protegge". Se i maestri si risvegliano a questo mandato, risveglieranno i loro alunni.

 

Per lavorare alla salute del bambino bisogna:

  • restituire l'infanzia ai bambini

  • capire il criterio evolutivo

  • riprendere ad osservare il bambino e tutto questo facendosi aiutare dalla grande amica Natura che il bambino riconosce e ama.

 

Amare la Natura vivendo inseriti nella città è ancora più bello!

Manuela de Angelis