Come scegliere un maestro - Manuela de Angelis

"... Non fate le cose in maniera confusa,non fate nulla in modo approssimativo, senza persuasione, senza provare gusto per quello che state facendo. Ricordate che nell'approssimazione si può perdere la propria vita"

[dal Testamento di Pavel Florenskij

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Pensieri per lavorare alla scelta di un maestro

 

Man mano che l'umanità avanza nel suo procedere incontra nuovi e interessanti ostacoli per la sua evoluzione.

In quest'epoca bollini di qualità e certificazioni di prestazioni, cercano di dare una garanzia riconosciuta ufficialmente a professioni, istituti, modalità di lavoro, usando a volte uno stesso criterio statistico per la valutazione di uomini, processi, organizzazioni, materiali ed edifici.

A questa si oppongono uomini che rifiutando il criterio deterministico di una specializzazione analitica, contrastano questo approccio valutativo e affermano il ritorno all'osservazione dell'uomo e al suo riconoscimento, a partire da facoltà intuitive, spesso fumosamente definite.

E' perciò già possibile osservare una duplicità che distingue

  • ciò che può essere osservato e catalogato, pesato e misurato

da

  • ciò che è prettamente umano e perciò per sua essenza ricco di sfaccettature e sfumature che risponde a un criterio qualitativo.

 

Ci sono professioni delicate che ponendo l'uomo a fianco all'uomo possono essere analizzate nei gesti, negli obiettivi che si pongono e che raggiungono, ma che al tempo stesso sfuggono continuamente all'analisi e soprattutto alla sintesi. Una di queste professioni è il delicato compito del maestro.

 

Il tema della valutazione è un tema interessante da sondare perché è connesso alla facoltà di giudizio e allo sviluppo della spregiudicatezza.

Quest'ultima al giorno di oggi combatte su due fronti:

  • la richiesta di fornire rigide definizioni

e

  • l'assenza di facoltà di giudizio spesso confusa con una scelta "libera", ma che in realtà maschera una incapacità.

Proviamo, come scuole, a sentire dove ci troviamo noi oggi e quale delle due tentazioni più ci compenetra, e poi a ciascuno di noi perseguire il centro!

 

 

Come scegliere un maestro per insegnare in una scuola Waldorf?

 

Ogni Collegio caratterizza i suoi criteri per la scelta degli insegnanti che avranno la responsabilità di affiancare la crescita dei bambini con la loro presenza e i loro interventi didattici.

 

"Facile a dirsi, ma cosa guardare? E come osservare? Per quanto tempo? Osservare le azioni? L'individuo? Entrambi?

Quali parametri darsi di riferimento?

Che coscienza si ha del ruolo di un maestro Waldorf oggi? Quale è la sua peculiarità rispetto a maestri che operano in scuole di diverso orientamento?

Bisogna essere maestri prima di divenire maestri Waldorf? Come un maestro che inizia può trovare aiuto, ristoro, chiarimenti, suggerimenti nei colleghi?"

 

Ecco alcune domande che dilatano lo sguardo su un tema urgente a cui bisogna poter rispondere.

Forse ci può aiutare dare una sbirciata a cosa succede nel mondo.

 

Come va il mondo?

 

In Francia negli istituti statali gli insegnanti vengono valutati ogni 4 anni da ispettori esterni e spesso, per progredire nella carriera, chiedono una valutazione anticipatamente.

In Svezia i Comuni e i Capi d'istituto, entro i limiti di una spesa fissata, possono incrementare le retribuzioni degli insegnanti sulla valutazione di prestazioni prestate.

In Germania i Ministeri dell'Educazione e degli Affari Culturali hanno elaborato linee guida per la valutazione degli insegnanti nella scuola pubblica, esse stabiliscono chi è responsabile della valutazione, gli scopi, i tempi le modalità.

In Spagna la valutazione dei docenti è su base volontaria e può essere tenuta in conto insieme alla ricerca, alla innovazione, alla formazione, per lo sviluppo della carriera professionale.

 

Cosa è sostanziale nella professione dell'insegnante?

 

Il medico ha il giuramento di Ippocrate come base deontologica che caratterizza valori di fondo condivisi dalla "categoria" eppure più che mai ai nostri giorni, essere curati da un medico richiede scelte e presenza di spirito da parte del paziente, per la visione dell'essere umano, del senso della malattia e dell'approccio all'esistenza che vi è collegato come scelta.

L'insegnante lavora per educare ed istruire e sappiamo che questi due termini sono inscindibili: attraverso le materie, il fare pedagogico, il piano d'istruzione si lavora all'educazione dell'essere umano in divenire.

Ma quali sono i valori educativi oggi che vogliamo perseguire?

Cosa vogliamo che manifesti l'uomo nel suo emergere dall'infanzia alla giovinezza?

Questo vale per tutti gli insegnanti, ma l'offerta Waldorf ha l'ardire di parlare dell'insegnante come una guida di riferimento stabile per gli alunni, che lavora alla sua umanità con determinazione e fermezza, che osserva se stesso e i suoi pensieri, nella convinzione che l'azione di questi stessi sia vita per i suoi alunni nella classe. Come armonizza questo insegnante il suo operato con quello degli insegnanti di materia, con gli insegnanti di sostegno, come collabora ove è necessario con terapisti e medici?

 

Un esempio: come si inseriscono nuovi insegnanti nella Libera Scuola Janua

 

Le persone che vogliono insegnare devono frequentare una formazione interna. Il responsabile della formazione ha attenzione anche alle domande biografiche di espressione individuale lavorativa e d'iniziativa.

La formazione è intesa come possibilità di conoscersi e mettersi in gioco nella dimensione di ricerca e di studio, è il luogo dove l'antropologia e la scienza dello spirito di R. Steiner, insieme alla pedagogia e alla didattica, vengono esplorate e dinamizzate e pian piano assimilate, in modo da suscitare movimenti interiori di pensiero e fare artistico anche negli stessi formatori che si mettono in gioco con i nuovi partecipanti.

La formazione è un'opportunità per mettere in luce punti di forza e punti di debolezza personali e soprattutto la propria volontà a modificare e lavorare su questi ultimi con coraggio e spregiudicatezza.

Gesto, parola, pensiero e capacità ad interagire sono gli strumenti base di un insegnante, essi divengono fare artistico quotidiano.

Il tirocinio, nella sua veste personalizzata, è perciò basilare come periodi di prova per sperimentarsi nel fare con i bambini.

La scelta di un maestro richiede sempre l'unanimità da parte del Collegio, l'organo spirituale che accoglie, promuove e sostiene il maestro che si "compromette" per i suoi alunni.

La formazione non è mai conclusa e il triennio del corso di formazione alla pedagogia di R. Steiner è solo un trampolino di lancio per continuare ad approfondire nel Collegio, con i nuovi arrivati, con colleghi di altre scuole Waldorf, con i colleghi della scuola pubblica, con professionisti di diversa professionalità, il proprio crescere in contatto con i tempi.

 

Cosa viene osservato dal punto di vista formale?

  • gli studi,
  • gli interessi,
  • le conoscenze e le abilità pratiche,
  • la pratica delle arti,
  • lo studio e la conoscenza delle lingue straniere,
  • la cura e la conoscenza della Natura
  • i titoli
  • le esperienze lavorative precedenti
  • i frutti del lavoro precedente
  • la attenzione agli eventi del mondo
  • le esperienze di viaggi e la conoscenza delle diverse culture
  • i punti più deboli, da sviluppare per l'insegnamento delle diverse materie nelle varie classi.

 

 

Cosa si osserva dal punto di vista sostanziale?

 

si osservano le qualità morali della persona come

  • la fedeltà agli impegni
  • la capacità di collaborare con gli altri
  • la capacità di esprimersi correttamente seguendo il filo del pensiero
  • la capacità di creare, di ideare, di scrivere creativamente,
  • di disegnare, dipingere, cantare, suonare,
  • le abilità manuali e tecniche
  • la possibilità di trasformare le situazioni difficili
  • la devozione al bambino, al Cristo e agli esseri spirituali che accompagnano l'evoluzione
  • la capacità di porsi interrogativi
  • di rimanere a lungo con la domanda
  • di prendere posizione con onestà intellettuale ed interiore
  • l'amore per la Verità
  • la fiducia nelle nuove generazioni
  • lo spirito d'iniziativa
  • la capacità di sperimentare e trasmettere la gratitudine per l'esistenza
  • l'entusiasmo
  • il senso dell'umorismo
  • la tolleranza
  • l'umiltà e la ricerca di aiuto nella difficoltà
  • la conoscenza approfondita dei tempi evolutivi dell'essere umano
  • la ricerca pedagogica e antropologica secondo la scienza dello Spirito
  • il ritmo regolare di un lavoro interiore
  • la consuetudine all'auto-osservazione.

 

 

Cosa osservare dal punto di vista organizzativo pratico?

 

  • la vicinanza alla scuola
  • il mezzo per raggiungere la scuola
  • la salute
  • i bisogni economici
  • le esigenze familiari.

 

 

Uno sguardo più approfondito: alcune interessanti chiavi per scegliere

 

Come è vissuto dalla persona il rapporto Io-Comunità ? Quali idee vivono nella persona rispetto a questo importantissimo tema?

Come viene intesa la responsabilità individuale in relazione all'idea di libertà?

Quanto si è consapevoli del "come" maturano le decisioni all'interno della scuola dove ci si inserisce?

E' riconosciuto e come è sviluppato lo sguardo fenomenologico come approccio alla Conoscenza e opportunità di sviluppo della propria capacità di intuizione?

 

Sono profondamente convinta, insegnando ormai da ben 34 anni, che la salute del bambino si sostanzia e si afferma attraverso lo sforzo di continuo risanamento dei suoi educatori, insegnanti.

La salute dei maestri è rintracciabile in ciò che ognuno fa di sé stesso, in ciò che esprime la propria anima attraverso la cura delle relazioni umane ricercate e scandite all'insegna dell'interesse per l'originalità dell'altro e della verità del rapporto.

In questi anni di lavoro per la crescita di asili e scuole nella città di Roma ho assistito a situazioni che mi hanno posto interrogativi sulla responsabilità verso questa professione speciale che chiede di essere ripensata e compresa.

Ho incontrato genitori provenienti da altre scuole, che portavano con loro la domanda "Perché si permette che persone non in grado di insegnare insegnino, caratterizzandosi come maestri Waldorf? A chi posso rivolgermi? Chi sceglie gli insegnanti? Chi vigila?"

Essi avevano risentimento e rabbia più verso "l'organizzazione" che verso il maestro in causa che appariva dalla descrizione come un bisognoso di cure dell'anima.

Da questi colloqui maturavano in me questi interrogativi: "Quale è l'organizzazione che accomuna le scuole e pone criteri? Quali sono i criteri che ogni scuola si dà per la scelta degli insegnanti? Possono essere condivisi?"

A dicembre mi sono imbattuta sul documento della Federazione delle scuole Waldorf e ho sperimentato nuovamente in me lo stupore dolorante constatando che una scuola poteva ritenersi tale se aveva insegnanti iscritti alla società antroposofica e aveva un certo "quantitativo " di bambini.

Ho scritto un documento e l'ho inviato alla Federazione che formalmente con la segretaria mi ha ringraziato, all'Associazione insegnanti, di cui sono socia, da cui non ho avuto rimandi e a tutte le scuole e a qualche amico medico antroposofo che mi ha risposto.

Ho fatto perciò nuovamente esperienza del silenzio della relazione e confermato in me che non può esserci passaggio di pensiero se non c'è incontro fra uomo e uomo prima che fra istituzioni e istituzioni,cioè se non c'è interesse alle idee che l'altro porta.

Continuo ad osservare che sta accadendo.

A Roma sono state aperte e chiuse alcune iniziative in pochissimo tempo.

Cosa blocca il flusso delle iniziative?

Ultimamente ho ricevuto un curriculum da una persona che aveva iniziato ad insegnare e poi aveva lasciato, questa persona mi ha detto: "cosa ho studiato a fare se non riesco ad insegnare?"

Esistono perciò persone che faticano a trovare lo spazio comunitario.

Ciò accade in quanto vi sono persone che hanno fatto esperienza dell'essere dell'altro e si stanno assumendo la responsabilità di dire di no.

"Il vostro parlare sia sì, sì, no, no!".

Ecco, il bivio della scelta, il bivio della coscienza. Un bivio che molti di noi vogliono evadere, ma che riguarda la nostra evoluzione.

 

Osservo che spesso ci si sposta in avanti pensando di ignorare il passato senza volersi collegare al passato, senza riprendere i fili e questi si ingarbugliano e improvvisamente la matassa non può più scorrere né verso il passato né verso il futuro.

Cosa sta accadendo? Tutto è annodato e paralizzante.

Nella scuola pubblica il criterio di scelta di un maestro è assegnato a punteggi, in base a titoli, formazione, anni di servizio. L'insegnante inizia la sua carriera camminando per le vie ardue di strade di montagna o di luoghi lontani e la sua carriera inizia nel pendolarismo e nella volontà di recarsi nel luogo di lavoro, nella coscienza di ottenere il punteggio spesso frequentando formazioni e di procedere pragmaticamente verso un luogo più vicino a casa.

Nelle scuole Waldorf, chi sono le persone che giungono per insegnare? e quanta strada hanno battuto per voler fare i maestri? Hanno incontrato il mondo? O solo situazioni protette pseudo autarchiche? Come si sono spostati? Che impronta hanno lasciato?

Anche fra gli insegnati, come fra i genitori, possono trovarsi persone che cercano rifugi in comunità per paura di affrontare il mondo, l'incontro.

La scuola Waldorf protegge il bambino dall'evasione della realtà, non dalla realtà, lo sostiene nelle forze concrete di incontrare il mondo con sicurezza interiore. Quando in una scuola accade che un maestro "lasci" la sua responsabilità (anche per atti deontologicamente scorretti), non si tratta di giudicare la persona ma di interessarsi del vissuto di quei bambini che improvvisamente vivono l'esperienza di essere lasciati dal loro insegnante.

La mia domanda è perciò "Come il maestro e il Collegio avrà saputo trasformare questa situazione? Come avrà parlato agli alunni questo insegnante, preparandoli a comprendere il valore di questo episodio?"

 

 

Nella mia esperienza di fondatore di scuola ho sperimentato per esempio l'atto di un maestro che ha lasciato, consegnato le pagelle ai suoi alunni e senza comunicare niente a loro, ha deciso di non tornare.

Tutto il Collegio, e alcuni insegnanti in particolare, si sono assunti la responsabilità morale di "risanare con quei bambini", cosa che sta ancora accadendo da 5 anni.

Come è delicato scegliere il maestro Waldorf in grado di essere veramente un buon maestro!

Se bastasse dire: "Vuoi fare il maestro per 8 anni?" E l'altro dicesse: "Si" sarebbe proprio bello, ma questo è ciò che accade nelle fiabe, dove la "Volontà è direzione".

Fra noi c'è ancora tanta strada per arrivare a conoscere quale dei sette livelli di volontà di cui parla R. Steiner si sta manifestando al Collegio nell'intenzione di quella persona.

 

"...Davanti al bambino la fiducia nell'uomo si trasforma immediatamente in fiducia nella divinità" (R. Steiner O.O. 217) perciò i bambini sono coloro che ci guidano nella scelta del maestro.

Se non siamo in grado di operare scelte, non siamo in grado di guardare attraverso il bambino alla divinità che ci chiede di servire i bambini.

Buon lavoro nell'umile fatica di scegliere il personale con la coscienza di imparare dagli errori.

 

Roma 24 febbraio 2010

Manuela de Angelis

responsabile Corso di specializzazione alla pedagogia di R.Steiner