GRUPPO DI STUDIO La natura della sostanza 2015/2016

LA NATURA DELLA SOSTANZA

Gruppo di studio - 1° INCONTRO – 3° anno

 

Riprendiamo lo studio dei metalli, con cui ci siamo lasciati lo scorso febbraio. Ripartiamo da due angolazioni, da uno sguardo sul mondo con un breve articolo di giornale che riportiamo in allegato, dove un giovane studente sperimenta la buccia di banana nella sua capacità assorbente dei metalli disciolti in soluzione, ciò ci introduce allo scambio tra ioni carichi positivamente e quelli carichi negativamente.

Sentiamo però anche la necessità di riosservare le rappresentazioni grafiche che ci da il testo sulle tre croci, ciascuna formata da quattro elementi: quella dell'atmosfera dove le sostanze atmosferiche (idrogeno, azoto, ossigeno e carbonio) formano la natura d'aria della Terra e a partire da essa la natura organica (carboidrato e proteina), quella minerale che presenta le polarità calcare/silicio e argilla/fosforo che Hauschka ci dice stabilire come le quattro sostanze che costituiscono il fondamento della realtà minerale della Terra ma che possiamo rintracciare sul piano dei processi anche nel corpo umano in particolare nel sangue e nei nervi, il processo dell'argilla e del fosforo e nella pelle e nelle ossa, quelli del silicio e del calcare.

Riguardo alla terza croce di quattro elementi, la croce oceanica o dell'idrosfera, troviamo la polarità e l'armonica relazione tra alogeni e alcali e tra magnese e zolfo. Ci rileggiamo il capitolo che presenta il sale come l'armonia terrena tra le forze acido-basiche tra alcalino e alogeno che ci invita a rintracciare le direzioni macrocosmiche di questi due impulsi vitali nelle costellazioni che si fronteggiano della Vergine che soprassiede all'assorbente, rigonfiante, vischiosa alcalinità mentre l'astringente liquida e tesa acidificazione afferisce alla costellazione dei Pesci.

Nell'incontro i pensieri ci collegano a diversi fenomeni, Renato ricorda il fenomeno carsico delle SinkHalle, in aumento negli ultimi 20 anni e le cause naturali e antropiche che li generano, questo ci porta a ribadire la necessità di osservare come le acque superficiali possano venire alterate nel loro corso generando fenomeni di sprofondamenti improvvisi del terreno.

 

Manuela de Angelis

 

Allegato da Il Quotidiano di Puglia del 26 settembre 2015

Dalla buccia di banana arriva l’acqua potabile: premio europeo all’ex liceale di Gallipoli di Antonella Margarito

«Spero che il mio progetto possa esser portato avanti e migliorato ancora: mi auguro di trovare qualcuno che possa credere in me e finanziare un'eventuale produzione industriale. I Metals Catchers sfruttano solo uno dei tanti suggerimenti che Madre Natura ci offre per la salvaguardia dell'ambiente e quindi dell'uomo stesso».
Lui è Alvaro Maggio, 20 anni, gallipolino e per ora sta facendo parlare di sé l’Italia e l’Europa. Perché c’è chi sulla buccia di banana ci scivola e c’è chi invece, magari dopo esserci scivolato, la osserva, la studia e la utilizza per migliorare l’ambiente. E lui, novello Archimede, del segno zodiacale dei gemelli, ovvero versatile, comunicativo e dominato da Mercurio, iscritto al secondo anno della Facoltà di Ingegneria industriale di Lecce, ha fatto una scoperta che geniale è davvero dire poco. 
Scoperta dettata da un puntuale lavoro di ricerca scientifica, iniziato da studente al Liceo Quinto Ennio di Gallipoli, che gli ha fatto mettere in cantiere numerosi premi e riconoscimenti. Come l’ultimo in ordine di tempo, a Milano, presso la sede della Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche. Si tratta di un sistema che permette di ottenere acqua potabile attraverso l'azione della pectina contenuta nelle bucce della frutta: si chiama Metals-Catchers. «L'idea è venuta quasi per caso circa tre anni fa – spiega Maggio - durante una lezione di biologia; si stava parlando con la mia docente, professoressa Rossana Congedo, delle proprietà della buccia di frutta e verdura di attenuare gli effetti collaterali gastrolesivi di alcuni farmaci: così ho voluto riprodurre ciò che accadeva nello stomaco in provetta. La buccia di frutta e verdura contiene in abbondanza la pectina, ricca di gruppi chimici carichi negativamente; in generale i metalli (anche quelli pesanti), in soluzione acquosa, si comportano da cationi, cioè da ioni carichi positivamente. Dunque, attraverso un legame elettrostatico debole, è possibile sequestrare gli ioni metallici dispersi in soluzione attraverso gli stessi scarti di cibo. Ho effettuato varie prove su differenti scarti organici: melanzana, patata, pomodoro, carruba, mela, arancia, limone e banana, rivelatasi, quest'ultima, la più efficace con i metalli testati. I risultati sono stati straordinari: la buccia di banana permetteva di abbattere la quantità dei metalli disciolti del 98%, poteva essere riutilizzata per nove volte senza perdere il suo potere assorbente ed era 20 volte più efficace rispetto ai metodi convenzionali».
Geniale dunque tanto da balzare agli onori delle cronache: «Dopo essermi qualificato al quinto posto alle "Olimpiadi della Scienza" venendo inserito nell’Albo Nazionale delle Eccellenze del Miur, sono stato selezionato dal Cnr e dalla Comunità Europea nella rosa delle nove migliori invenzioni italiane nell’ambito del Concorso Nazionale “Infactor. Anche tu genio!” presentato a Roma». Successivamente, Maggio è stato invitato dalla Direzione Scientifica dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, polo di eccellenza per le malattie rare e per la ricerca oncologica, per l’evento Europeo “La Notte dei Ricercatori”. Nell'aprile 2015 ha vinto il 1° premio al concorso nazionale “I giovani e le scienze 2015” organizzato dalla Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche: si tratta del più importante Concorso dell’Unione Europea per i giovani scienziati passaggio obbligato per selezionare gli studenti che possono rappresentare l’Italia nelle più accreditate manifestazioni mondiali. 
Poi la vittoria al concorso internazionale Eucys 2015, il premio speciale conferito dal “Joint Research Centre”. Con lui, già iscritto a Ingegneria, che tira le somme: «Uno stage presso un Istituto di ricerca europeo: il prestigio del premio ottenuto e l'utilità sociale del progetto presentato, hanno attirato l'attenzione dei media». E di lui, c’è da scommetterlo, si parlerà ancora a lungo.
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Sabato 26 Settembre 2015