La natura della sostanza - 7° incontro - 2° anno

LA NATURA DELLA SOSTANZA

 

Gruppo di studio - 7° INCONTRO – 2° anno

 

"Mettere in rapporto i fenomeni, non pensare teorie, in modo che i fenomeni si illuminino e si spieghino reciprocamente, in questo sta la diversità fra la fisica attuale e quella goethiana".

Rudolf Steiner - da Impulsi scientifico-spirituali per lo sviluppo della fisica O.O. 321 - Miriadi edizioni. Dalla terza conferenza del 1920.

Il tema oggi è "scottante" e ci porterà a immaginare le enormi trasformazioni geologiche del nostro pianeta in relazione all'osservazione del nostro territorio.

Prima dell'incontro qualcuno di noi nel riscaldare il bollitore dell'acqua si sofferma a togliere il calcare depositato. Poi arriva la proposta di una mostra sui minerali a Roma.

Cominciamo osservando pietre, partiamo da due esemplari: quarzo ialino, o cristallo di rocca, affianco a una roccia calcarea con evidente il fenomeno del lento depositarsi di carbonato di calcio in grotta.

Silice e Calcare sono lì a confronto mentre immaginiamo l'acqua che penetrando nelle cavità sotterranee si arricchisce dentro le masse calcaree del bicarbonato di calcio, quindi a contatto con l'anidride carbonica, si libera dal vincolo e deposita il carbonato di calcio.

L'ambiente carsico con i suoi ricami che si vanno formando nella lentezza e regolarità di alterni processi di concrezione e scioglimento, richiama la barriera corallina nella forma dei piccoli coralli. Molte delle grotte del panorama geologico arrivano fra noi con il ricordo di visite, uscite con gli alunni, esperienze individuali, Frasassi nell’Appennino marchigiano, Postumia in Slovenia, la grotta del Vento nelle Apuane, la grotta del gigante nel Carso.

La composizione chimica della roccia calcarea invece ci porta a ragionare sulle diverse forme e diverse consistenze di una stessa sostanza che è stata sottoposta a specifiche azioni di calore, a diverse pressioni e o profondità così che lo stesso carbonato di calcio lo ritroviamo come marmo o come alabastro, assumere forme e consistenze ben specifiche. L’insegnante di orticultura presenta un esperimento realizzato con gli alunni di quarta classe per spiegare i fenomeni di erosione e come questi possono essere controllati dalle radici delle piante.

Abbiamo tagliato tre bottiglie di un terzo nel senso della lunghezza, e fissate su di una tavoletta di legno, poggiandole coricate, con i tappi che sporgono da questa. 

Abbiamo inserito terriccio in ognuna delle tre fin sopra il livello del collo della bottiglia.

In una abbiamo poggiato detriti vegetali, foglie rametti radici ecc., nella seconda abbiamo seminato piantine dalla crescita veloce, basilico, lenticchie, crescione. l'ultima invece l'abbiamo lasciata a terra nuda.

Da altre tre bottiglie abbiamo ricavato tre ciotoline ritagliando semplicemente a 5 cm dal fondo, praticato due forellini per far passare una coordina con la funzione di manico da appendere al collo delle tre bottiglie coricate. I bambini dovranno curare la semina e la crescita delle piantine. Quando gli apparati radicali saranno ben fitti, potremo effettuare l'esperimento che consiste nel togliere i tappi alle tre bottiglie, versare la stessa quantità di acqua nelle tre bottiglie e osservare: in quella a terra nuda l'acqua scola via velocemente trascinando via molta terra; in quella con residui vegetali, l'acqua sarà leggermente trattenuta e meno sporca.

Nella bottiglia con le piante, l'acqua che uscirà sarà poca e molto pulita grazie all'intervento delle radici.

Hauschka nel XIX capitolo parte dalle osservazioni di montagne della valle del Rosanna e dell’Inn dopo il passo di Arlberg e trae dalle osservazioni, lo spunto per parlare del granito, una roccia magmatica, contenente granuli di quarzo, cristalli di feldspato e varie lamine di mica. Osserviamo alcuni campioni per comprendere per esempio la differenza tra quarzite e calcite, all’apparenza simili che necessita di essere verificata con la prova dell'acido. Quest’ultima "frigge" l'altra non reagisce macroscopicamente. Osserviamo la mica riflettente e si ricorda che viene usata negli asciugacapelli, nelle stufe. Il granito trova nel quarzo la sua compattezza, solidità e forma e nella mica polarmente la sua possibilità di spezzarsi e sfogliarsi.

Queste due qualità vengono integrate dalla presenza del feldspato che nella sua formula ha al suo interno il calcare, il silicio e l'argilla.

La forma piramidale del quarzo richiama a tutti noi il collegamento con le piramidi egizie e delle antiche civiltà presenti in diverse modi sulla Terra. Esse richiedono ancora una ricerca archeologica e spirituale circa i luoghi dove sono presenti, nascoste sotto coltri di colline, oppure emerse come quelle etrusche di Bomarzo. Si condivide l'informazione del ritrovamento di una piramide nel fondale marino vicino alla costa delle Azzorre.

L'orogenesi delle Alpi viene descritta con dovizia di immagini, vediamo le pieghe che si formarono e si sovrapposero milioni di anni fa nel confronto fra la spinta africana ed euroasiatica, dando origine alla catena alpino-himalaiana.

Alpi e Appennini si sono formati nelle ultime decine di milioni di anni con imponenti processi di trasformazione delle coltri litoidi che furono compresse, sollevate e piegate e, infine, rovesciate. Nelle Alpi si formarono falde di ricoprimento. La stessa matrice rocciosa subì modificazioni e le originarie rocce furono metamorfosate e assunsero proprietà e aspetti molto diversi; si originarono rocce scistose, gneiss, filladi, micascisti.

Sulle Alpi si osservano anche altre rocce dall'aspetto granulare come quelle del monte Bianco formato da un'ossatura granitica conseguente ad antichi fenomeni di intrusione magmatica nella crosta terrestre.

Anche l'Adamello è formato da una roccia granulare grossolana dura, massiccia e compatta detta tonalite originata da masse magmatiche poste all'interno della crosta terrestre e spinte in alto tra i 40 e i 30 milioni di anni fa.

 

Renato Marsella, Sonia Ripanti e Manuela de Angelis

 

 

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