La natura della sostanza - 4° incontro - 2° anno

LA NATURA DELLA SOSTANZA

 

Gruppo di studio - 4° INCONTRO – 2° anno

 

L’anima della Terra sollevò la propria voce al cielo come un lamento: “Perché fui creata? Qual è lo scopo della mia esistenza? Io sono sfruttata ed esausta. I frutti della mia fertilità sono sprecati. I capricci, la tirannia e la stravaganza umana mi usano come bersaglio. Nessuno viene ad aiutarmi. Non posso contare su nessuna pietà. Perciò io torno a te, o Signore, mio ultimo rifugio. Abbi misericordia di me e della mia fertile terra”.

Zarathustra, Yasna 29:1

 

La lettura condivisa del capitolo XVI "La chimica del catrame, campo speculare dello spettro naturale delle sostanze" ci porta spazialmente nel sottosuolo e temporalmente in ere geologiche lontane di milioni di anni che affiorano alla nostra coscienza nella civiltà degli idrocarburi che convive con la civiltà della tecnologia elettromagnetica.

Il capitolo ci porta a prendere atto che i tempi stagionali annuali che la pianta ci rivela nelle sue trasformazione di colori e forme nelle foglie nei fiori e nei frutti, non riguardano la cellulosa presente nelle radici e nel legno che ascoltano o rimandano a tempi di processi di trasformazioni molto più lunghi.

I residui di vegetazione li troviamo nei depositi di lignite e carbon fossile.

La lignite è una materia vegetale che ha subito un particolare processo di trasformazione chimico-fisico che, se completo, comporta una serie di stadi: torba, lignite, litantrace, antracite, grafite. In questa scala di sostanze si assiste ad un graduale arricchimento in carbonio per perdita del contenuto di acqua e delle altre specie chimiche presenti nel vegetale originario. Nella lignite è contenuta una certa percentuale di acqua (30-40%). Dalla lignite (ma anche dal litantrace), per distillazione secca, si ottiene il coke che assume l'aspetto di un carbone poroso. Il coke è utilizzato nell'industria siderurgica (altiforni e fonderie).

Bruciando il carbone lentamente in un volume d'aria limitato (distillazione secca), per mancanza di ossigeno si sviluppa gas che all'inizio dell'800 venne usato come gas illuminante. Il residuo della gassificazione, il coke venne usato per la produzione dell'acciaio. Già la fabbricazione delle armi nelle antichità alla ricerca di duttilità e resistenza videro la combinazione di ferro e carbonio.

Hauschka ci fa osservare che la distillazione del catrame (residuo della gassificazione o della cottura del carbone) evidenzia diverse natura chimiche a seconda dell'origine del carbone. La paraffina fornita dalla lignite, sostanza così morta da non essere sciolta che con acidi chimici fortissimi, viene da lui distinta dalle ciclo- paraffine derivate dal catrame di carbon fossile.

Le paraffine sono idrocarburi a struttura aperta e le ciclo paraffine sono strutture ad anello a sei atomi.

Il petrolio è una materia piuttosto complessa formata da un insieme di composti chimici la cui caratteristica è quella i essere costituiti da uno scheletro di atomi di carbonio a cui sono legati soprattutto atomi di idrogeno. Nel petrolio sono presenti sostanze gassose, sostanze liquide  e una frazione pastosa che costituisce il bitume. Pertanto la chimica del carbonio nel modello attuale di visualizzazione degli elementi, coincide sostanzialmente con la chimica del carbonio.

Il carbonio è un atomo caratterizzato da sei elettroni che, in base alla loro disposizione negli strati esterni consentono all'atomo del carbonio di formare due o quattro legami (valenza). Nei composti del petrolio il carbonio è tetravalente. Questa valenza è dovuta ad un particolare fenomeno detto di ibridizzazione degli orbitali (quindi degli elettroni). In questo modo si formano catene carboniose più o meno lunghe su cui sono inseriti gli atomi di idrogeno. Ogni atomo di carbonio risulta al centro di quattro legami disposti in modo da formare un tetraedro.

Un’altra particolare forma di ibridizzazione è alla base dei composti aromatici derivanti dalla molecola del benzene la cui formula C6H6 si giustifica con la forma chiusa di una molecola esagonale.

Il petrolio, fondamentale nella civiltà odierna perché alla base della produzione di innumerevoli composti chimici oltre che per la produzione di energia, è una materia che deriva dalla trasformazione di organismi vegetali e animali in condizioni particolari chimiche, fisiche e biologiche. Questo fenomeno è avvenuto milioni di anni fa. In tempi lunghissimi (da alcuni milioni di anni a decine i milioni) in particolari formazioni rocciose che hanno subito complessi processi geologici. Le rocce che contengono il petrolio sono generalmente le arenarie e i calcari.

Il testo ci porta poi a prendere coscienza dell'enorme ingegno umano e spirito di sacrificio che accompagnò la ricerca scientifica per la formazione di nuovi coloranti a partire da sostanze sintetizzate. Ci porta a rivedere la biografia di Kekulè che fu ispirato in sogno sulla struttura degli atomi di carbonio, ci spinge ad interrogarci sulla tossicità ormai riconosciuta di molte sostanze chimiche in uso nell'industria alimentare e dolciaria. La domanda dell'autore, “Quale spiritualità si cela dietro a questi avvenimenti della chimica del catrame che hanno visto il trionfo dell'intelletto umano e quale rapporto hanno queste sostanze con l'Universo?"

Il capitolo ritorna a collegare la parte aerea della pinata con l'amido che si scioglie dando luogo con la Luce ai colori, ai profumi, al miele, all'essenza oleosa, con la parte sotterranea della stessa dove avviene il processo di indurimento e mineralizzazione fino al punto zero di vitalità biologico e la nascita del carbone. E da questo la magia "del campo speculare dei coloranti sintetici, dei profumi, della saccarina, degli edulcoranti, degli oli minerali, dei farmaci di sintesi"-

La dinamica fra i due ambiti può essere compresa dal nostro sguardo cosciente che vede polarmente il dinamismo del Cosmo dialogare con la struttura quantificabile del mondo subatomico.

 

Manuela de Angelis e Renato Marsella

 

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