La natura della sostanza - 2° incontro - 2° anno

LA NATURA DELLA SOSTANZA

 

Gruppo di studio - 2° INCONTRO - 2° anno

 

Scegliamo di reinserirci nello studio leggendo insieme il testo dal capitolo XV in particolare dall'affermazione: "Le vitamine possono essere considerate flussi di energia non ancora fissati nella sostanza che quando agiscono in maniera congiunta rendono possibile una corretta e sana formazione proteica".

 

Lo sforzo di pensiero lo facciamo per comprendere l'esperimento che Hauschka imbastisce per confermare e provare questa affermazione, basandosi sulla forza fluttuante dell'irraggiamento. Le sostanze che assorbiranno rispettivamente i 3 eteri: del Calore, della Luce e del Chimismo sono

l'allume, lo iodio e l'esculina. Ci soffermiamo a comprendere queste sostanze che andranno a formare le soluzioni attraverso le quali passerà il fascio dei raggi luminosi.

Muoviamo alla conoscenza dell'Allume di rocca (un sale di solfato basico idrato) che si forma dal minerale alunite.

L'allume si ricava da processi di calore e di idratazione, prima veniva abbrustolito, poi subiva la calcinazione, poi veniva portato nelle vasche per essere messo a  bagno per 40 gg, l'impasto appiccicoso biancastro che emergeva, veniva nuovamente portato in caldaia a bollire per 24 ore e poi si lasciavano precipitare le impurità fino alla formazione del cristallo dopo 15 giorni. L'allume veniva usato nei tempi antichi per fissare il colore, per la concia delle pelli. Ha proprietà deodoranti, emollienti, cicatrizzanti, emostatiche, ignifughe. Informazioni utili su questo possono essere trovate nel museo minerario di Allumiere dove sono ancora visitabili le miniere estrattive dell'alunite.

Nell'esperimento di Hauschka, al passaggio del fascio luminoso, la soluzione di allume assorbe l'infrarosso non percepibile alla vista, ma alla temperatura.

Riguardo allo Iodio, ci addentriamo a comprendere il ruolo di questo elemento soprattutto nella relazione con la ghiandola tiroide dell'essere umano, per la formazione degli ormoni tiroidei. Colleghiamo l'indagine di scintigrafia che fa uso dello iodio iniettato in endovena per risalire alla caratterizzazione del nodulo freddo o caldo per la diagnosi dei tumori.

Nel caso di un nodulo freddo la tiroide non assorbe lo iodio iniettato, nel caso di un nodulo caldo, la tiroide assorbe lo iodio.

Hauschka considera lo iodio "ladro di Luce" perché, facendo passare il fascio di luce nella soluzione contenente iodio, permane la temperatura dell'infrarosso legato all'etere di calore e permane l'ultravioletto ma scompare l'intero spettro dei colori.

Come terza sostanza veniamo in contatto con l'esculina che si ricava dalla corteccia dell'Ippocastano.

Con l'esculina entriamo nell'ordine chimico della differenziazione che è stata fatta dalla scienza chimica attuale per distinguere cocchi, stafilococchi, enterococchi, secondo la posizione spaziale e ordinata a grappolo, a catenella, a coppie.

Interrompendo il fascio di luce con l'esculina, il calore presente nell'infrarosso e la luce dello spettro colorato possono passare mentre viene assorbito, ci dice Hauschka, il chimismo.

Per le quattro forze cosmiche che Hauschka sta cercando di isolare, rimane da osservare l'etere di Vita. "Manca il metodo sperimentale per separare la forza plasmante cosmica che non è presente nello spettro terreno della Luce".

Come procedere?

Portiamo l'attenzione al cerchio dei colori di Goethe che ci spinge a vedere lo spettro della Luce all'interno di linee all'infinito che si ritrovano nella sfera universale, in alto troviamo il porpora e in basso il verde. Il porpora, come colore intangibile, può essere formato non per mescolanza di pigmenti, come nel caso del verde, ma per sovrapposizione di fasci luminosi dello spettro, in particolare il rosso e il violetto. Ciò lo abbiamo sperimentato lo scorso ciclo vedi esperienza ...

Se diluiamo il porpora, generato nell'esperienza di pittura ad acquarello dalla relazione dialogica tra bianconero e rosso in tonalità lievi, possiamo sperimentare il colore incarnato della pelle di una persona in vita a cui polarmente possiamo paragonare il verde, perché se l'anima abbandona il corpo, subito il colore passa al suo opposto, al verdastro.

Cerchio dei colori di Goethe

Cerchio dei colori di Goethe

 

Nella sfera universale tutto è l'opposto della sfera terrena. Nella sfera terrena vige lo spazio pieno e una condizione opposta sarebbe lo spazio vuoto.

Perciò per poter isolare le forze plasmatrici eteriche di Vita, avremo bisogno di far passare la Luce in uno spazio vuoto, ma questo apre l'interrogativo se la forza strutturante eterica vitale presente nella emissione luminosa cosmica possa essere del tutto tolta all'interno di uno spazio sperimentale come quello usato di una doppia sfera di vetro. Osserviamo il disegno dello strumento adottato da Hauschka che dovremo far fare a un laboratorio di vetreria chimica dove vi è la pompa per la creazione del vuoto.

"Il vuoto è una cavità risucchiante, altro non è che la forza aggregante di coesione".

Perciò con il pensare deduttivo mettiamo in conto che, se vogliamo osservare il fenomeno strutturante dell'etere di Vita, facendo passare aria dentro una sfera vuota dovremo trovare alterazioni dei processi di strutturazione. Potrebbe essere il vuoto, il ladro di Vita in analogia allo iodio per la Luce, all'esculina per il chimismo, all'allume per il calore?

Hauschka ci conferma con i suoi esperimenti che all'interno di una sfera vuota il processo di cristallizzazione normale della sostanza avviene in modo totalmente alterato e abnorme. Osserviamo le foto delle placche, dove sono state effettuate esperienze di cristallizzazione. Permangono però nell'osservazione due forme su cui l'autore vuole farci soffermare: il quadrato e la mezzaluna, la prima forza strutturante del minerale e la seconda forza strutturante dell'elemento liquido.

Passiamo a studiare gli esperimenti con il lievito, organismo che scinde lo zucchero in alcool e acido carbonico. Osserviamo dai disegni cosa accade al lievito che cresce in presenza di iodio o allume cioè in presenza di sostanze che ampliano la funzione strutturante del calore e della Luce, essi mostrano una maggiore formazione di acido carbonico. I lieviti che crescono in soluzione di esculina o con il vuoto, mostrano una imponente riduzione dell'acido carbonico.

Per tornare alla normalità Hauschka compensò questa unilateralità immettendo sostanze contenenti le vitamine corrispondenti ai diversi eteri cioè la vitamina A (es. oli) che attiva l'etere di calore, la C (es. piante verdi) che attiva l'etere di Luce e la B (es. bucce) che attiva l'etere di chimico, la D che attiva l'etere strutturante (es. crusca di riso).

Di seguito i disegni dell'immagine microscopica di un lievito che si sviluppa normalmente e le immagini del lievito a cui si tolgono singole forze cosmiche con manifestazioni patologiche connesse.

Lieviti

 

Manuela de Angelis e Anna Caputo

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