La natura della sostanza - 2° incontro - 2° ciclo

 

LA NATURA DELLA SOSTANZA

Gruppo di studio - 2° INCONTRO - 2° ciclo

"La materia è Spirito frantumato e attraverso la materia possiamo indagare lo Spirito"

 

Dopo aver ricordato come nello scorso incontro siamo stati presi fenomenologicamente dai rapporti lunari e solari con i semi di crescione e la polarità della risposta del Fosforo e del Potassio, avendo lasciato indietro alla lavagna l'esperienza di osservare i diversi moti planetari per poter cogliere, immaginando il movimento di rotazione e rivoluzione degli stessi, le ispirazioni atte a collegarci con l'ordine stellare che è a fondamento dei processi di costruzione e distruzione di sostanza, abbiamo scelto di soffermarci su una conferenza di Steiner che parla anch'essa di un ordine numerico e ci permette di scoprire molti legami occulti fra il piano fisico e quello Spirituale.

Si tratta della seconda conferenza del testo di R Steiner "L'enigma dell'uomo" O.O. 170.

La conferenza avvia portandoci ad immaginare la Natura come confluenza di due regni, quello della massima regolarità e ordine che afferisce all'influsso stellare e quello della meteorologia che si caratterizza per l'irregolarità e imprevedibilità.

Abbiamo perciò visto passare davanti a noi nei due poli della lemniscata da una parte l'andamento regolare dei cieli, le eclissi, le stagioni e riguardo all'essere umano, il pensare regolare e ordinato secondo logica, lo stato di coscienza di veglia. Polarmente sono emersi i terremoti, le eruzioni vulcaniche, le tempeste, il vento, la vita onirica, lo stato di coscienza di sogno, le folgorazioni intuitive (ancora si usa dire lampo di genio, tempesta di sentimenti ...).

Successivamente attraverso la domanda sul giubileo ebraico, veniamo spinti a situarci nel corso del tempo e a riconoscere come certe antichissime pratiche abbiano avuto origine dall'idea e dalla necessità di ordinare il fare umano e i rapporti fra gli uomini secondo le regolarità e le "dissonanze" del tempo universale, e come in certe abitudini, oggi semplicemente considerate "regole formali", in realtà nell'antichità si celasse il legame tra fatti terrestri e i mondi spirituali.

Per comprendere la Natura della sostanza ci appare necessario riprendere a cercare il legame tra ciò che l'uomo compie qui sulla terra e il Cosmo con le sue regolarità. Di che sostanza parliamo quando parliamo di vita sociale fra gli uomini?

Gli antichi ebrei avevano l'anno liturgico lunare di 354 giorni e 3/8 pertanto per pareggiare l'anno solare, rimanendo fuori alcuni giorni, si indiceva ogni 50 anni lunari o 49 solari un giubileo, anno di riconciliazione, di condono dei debiti, di rientro di possesso delle proprietà, di festa. Gli uomini vivevano con la coscienza di questo "sette volte sette" anni solari e conservavano un'esperienza durevole di questo ritmo.

Rudolf Steiner passa ora a osservare i moti di rivoluzione di tre corpi celesti in relazione alla Terra. E rintraccia un numero che collega i tre corpi celesti. Viene riportata la nota di pag 31 del libro citato:

Per l'esattezza si riassumono qui di seguito i tre conteggi sulla base dell'anno solare di 365,26 giorni:

 

1.      Giubileo cosmico per Mercurio: 87,97 giorni per 354 e 3/8 per 49 = 4.182 anni

2.      Anno di Giove: orbita di Giove di 11,86 anni = 4.332,29 giorni per 354 e 3/8 = 4.203 anni

3.      Urano: orbita di Urano di 84,01 anni = 30.688,39 giorni per 49 = 4.117 anni - per 50 = 4.201 anni

Con questa idea di nessi numerici che ci richiama all'armonia fra i corpi celesti chiude Steiner la conferenza del 1916 invitandoci ad avere una profonda coscienza sulla necessità di collegare con il mondo stellare quanto noi pensiamo riguardo alla convivenza umana:

"Guardiamo su nel cielo nell'immensità stellare e troviamo il macrocosmo della nostra coscienza di veglia. Rivolgiamoci alla Terra e alle sue manifestazioni e avremo l'immagine come se la Natura, da sonnambula e da sognatrice, riflettesse quello che si sta svolgendo nel profondo della nostra anima".

Nel nostro incontro si è vista la bellezza dei possibili approfondimenti storici sui diversi calendari lunari, da quello arabo, a quello maya, si è osservato come il Ramadan con il suo digiuno cada in mesi sempre diversi e paragonato questo al ritmo della Pasqua cristiana che tiene conto sia della Luna che del Sole.

Ugualmente abbiamo sentito il sentimento di smarrimento che l'anima può provare davanti all'immensità stellare ricordando le parole di Leopardi di fronte al limite della conoscenza sensibile: "Sempre caro mi fu quest'ermo colle e questa siepe che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". Ciò ci ha permesso di ricordare il valore di esercitarci con il primo esercizio interiore dato da Steiner, o esercizio della concentrazione per cogliere al di là del pensato, il pensare e la forza che lo muove, e ritrovarsi da ciò ritemprati.

 

Manuela de Angelis e Anna Maria Caputo

 

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