La natura della sostanza - 1° incontro

 

LA NATURA DELLA SOSTANZA

Gruppo di studio - 1° INCONTRO

"Abbiamo buoni motivi per credere che la materia è sorta come prodotto della Vita".

Con questa affermazione di Hauschka abbiamo concluso il primo incontro tra esperienza e pensieri, sul testo "La natura della sostanza".

Come siamo arrivati ad ipotizzare la Vita preesistente alla Materia?

Siamo partiti con archetto di violoncello in mano a far vibrare un piatto quadrato di ottone sospeso su una colonnina di metallo, sul quale andavamo via via a far cadere limatura di ferro in modo sparso. Si tratta dell'esperimento di Chladni (scienziato della seconda metà del settecento), uno degli esperimenti che i ragazzi a scuola durante l'ora di Fisica, praticano per osservare come la materia va a disporsi secondo ritmo, in modo diverso a seconda della frequenza del suono.

A stesse figure corrispondono stessi suoni ?

Non basta una vibrazione caotica, deve nascere un suono e con lui l'armonico corrispondente. Osserviamo e proviamo trovando anche il limite dello strumento, chiedendoci se influenza la forma quadrata del piatto o la sostanza dell'ottone.

Cosa accadrebbe se il piatto avesse forma tonda?

La tecnologia ci viene in aiuto e guardiamo da un telefonino un video su youtube che mostra come si formano figure sonore a seconda della frequenza. La forma del piatto in quel caso sul video appare ampia e squadrata.

Ecco siamo entrati per una porta che spalanca domande sulla vita, sulla forma e sulla sostanza.

Quali sono le leggi su cui si basa la scienza attuale?

Antoine Laurent Lavoisier alla fine del XVIII secolo aveva formulato il principio che nell'universo "Nulla si perde,  nulla si crea, tutto si trasforma". Legge per la quale gli elementi possono combinarsi in diversi modi, ma non possono trasformarsi dall'uno all'altro e che presuppone la pre-esistenza e la conservazione della materia, che costituisce tuttora il pilastro fondamentale della chimica odierna.

Una ricerca di storia della scienza porta a scrivere alla lavagna i nomi degli scienziati che hanno precorso oppure proseguito il lavoro di Hauschka:

- Louis-Nicolas Vauquelin (1763-1829) contemporaneo di Lavoisier, chimico e farmacista francese, citato nel romanzo di Gustave Flaubert, Bouvard et Pécuchet: "che avendo calcolato tutta la calce nell'avena data ad una gallina ne trovò di più nei gusci delle uova. Perciò si verifica la creazione di materia. In che modo, nessuno lo sa."

- Albrecht Von Herzeele, barone di Hannover, che nel 1873 pubblicò un libro rivoluzionario: "L'origine delle sostanze inorganiche" che dimostrò che le piante nella loro vita creano continuamente materia, (di cui si parlerà più dettagliatamente più sotto) .

- Henri Splinder, scienziato francese, che, affascinato, studiò per anni la Laminaria, un'alga che riesce a fabbricare iodio, si mise a cercare nelle biblioteche e trovò gli studi di Vogel che aveva trovato il doppio di zolfo nelle piante di crescione seminate in un recipiente coperto e nutrite solo con acqua distillata, ed anche lavori pubblicati all'Istituto di Ricerche Agricole di Rothamsted in Inghilterra di due ricercatori, Lawer e Gilbert, che "avevano scoperto che le piante estraevano dal suolo più elementi di quanti ne contenesse. Per 17 anni avevano falciato 2-3 volte l'anno un campo di trifoglio, seminandolo ogni 4 anni, senza l'aggiunta di fertilizzanti. Produsse più di 2.600 chili di calce, 1.230 kg di magnesia, 2.130 kg di potassa, 1.230 kg di acido fosforico e 2.600 kg di azoto, cioè una decina di tonnellate complessive".

Infine scoprì gli studi di Von Herzeele ed attirò l'attenzione di alcuni suoi colleghi sulla sua sperimentazione. Uno di questi era Baranger.

- Pierre Baranger (1900-1971) direttore del laboratorio di chimica organica dell'Ecole Polytechnique di Paris, che cominciò una serie di esperimenti, durati decenni, che confermarono ampiamente il lavoro di Von Herzeele. Baranger annunciò i risultati delle sue ricerche nel gennaio 1958 in un Convegno di scienziati all'Istitut Genévois in Svizzera.

- Louis Kervran (1901-1983) che avendo notato che le galline del pollaio del padre, pur beccando dal terreno sempre granelli di mica (che contiene silicati), non ne presentassero nel ventriglio, ed ogni giorno facevano uova con guscio calcareo seppure non avessero calcare nel cibo e per molti anni studiò il fenomeno per arrivare ad accertare che i polli trasformavano un elemento nell'altro!

Pubblicò nel 1062 "La trasmutazione biologica", in cui scrive che "L'errore fatto dalla scienza è di sostenere che tutte le reazioni negli organismi viventi siano chimiche per natura e che di conseguenza la vita vada interpretata in termini chimici".

Rudolf Hauschka va oltre, dice che la vita non può essere interpretata in termini chimici perché non è il risultato della combinazione degli elementi, ma qualcosa che precede gli elementi. La materia è il precipitato della vita, gli elementi, come li conosciamo, sono già cadaveri, il residuo di forme di vita. La vita esiste molto prima della materia.

Rudolf Hauschka cita di Herzeele dei passi importanti del suo pensiero: "Ciò che vive muore, ma ciò che è morto non viene creato". "Non il terreno produce la pianta, ma la pianta il terreno".

E la sua osservazione scientifica si avvede di altro, cioè che oltre al divenire della sostanza c'è lo sdivenire di essa nel senso che la sostanza stessa può ripassare allo stato immateriale e quindi scomparire.

Cerchiamo di vedere come si arriva a queste affermazioni basate su risultati tangibili e riproducibili.

Haushka si collega alle ricerche precedenti come quella di Herzeele, libero scienziato di Hannover che scrupolosamente annota e pubblica più di 500 analisi in cui mostra che il contenuto minerale di un seme aumenta nella germinazione in acqua distillata, poi attraverso altri esperimenti trova che le plantule poste in una soluzione di fosforo consumano il fosforo nel terreno, ma non ne trattengono in loro mentre aumenta in loro il contenuto di zolfo. Ciò fa ipotizzare Herzeele che il fosforo si trasformi in zolfo nella pianta. Gli esperimenti continuano e la soluzione in cui far crescere la plantula è di sali di calcio, in questo caso la pianta aumenta di fosforo mentre se vive in una soluzione di magnesio aumenta in sé il calcio, infine ritrova l'aumento del magnesio nella pianta sottoposta a stimolo dalla presenza di acido carbonico in soluzione.

Herzeele ritiene di aver scoperto la sequenza genetica dal diossido di carbonio allo zolfo passando per Magnesio che diviene Calcio che diviene Fosforo fino allo Zolfo ( CO2>Mg>Ca>P>S).

Herzeele trova anche il legame tra azoto N e potassio K (N>K).

La necessità per noi perciò è quella di indagare la possibilità di passare da un elemento chimico ad un altro.

Guardando al peso atomico dei diversi elementi appare evidente che non è possibile questo passaggio, perché richiederebbe una tale energia impensabile a far fare questi salti mortali agli elettroni dei diversi atomi.

Si ricorda la quantità enorme di calore sprigionata nella reazione nucleare della bomba H che ha raggiunto le temperature del plasma solare e l'impossibilità di arrivare a una fissione nucleare a freddo secondo le conoscenze scientifiche attuali.

Questa osservazione ci porta a vedere che se gli esperimenti di Herzeele sono attendibili: ciò che accade nel vivente è possibile solo nel vivente e perciò la chimica del vivente è ben lontana dalla chimica del non vivente così il nostro pensiero deve divenire capace di porsi differentemente secondo se osserva il vivente o l'inanimato.

Come questo scienziato ha registrato le variazioni di materia nella pianta?

Come queste osservazioni che fanno nascere e scomparire sostanza si sposano con la legge di conservazione della massa di Lavoiser per cui "nulla si crea e nulla si distrugge e tutto si trasforma"?

La spiegazione e i grafici delle registrazioni di aumento e diminuzione di peso che manifestano il perdersi e l'aggiungersi di sostanza, venivano fatte quotidianamente nel mese e nell'anno, e vedendo come presentassero un ciclo connesso con il ciclo lunare e, nei mesi estivi, con il ciclo solare, la misurazione rende evidente che nella sfera del vivente non si può applicare la legge di conservazione della massa.

Altre testimonianze ed esperienze di biodinamica ci portano incontro l'idea che la pianta, così come ci ricordano le grandi mitologie e la scienza dell'evoluzione pre-esiste al terreno e la pianta genera il terreno e non viceversa .

Si osserva come le piante vengano in aiuto di un terreno arido spontaneamente come leguminose erbacee per restituire l'azoto che manca.

Manuela de Angelis e Anna Maria Caputo

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