La Comunità

La gestione della scuola vede impegnati: il "Collegio dei docenti" ed il "Consiglio di amministrazione".
I genitori come forza sociale nella scuola
Il terzo attore della scuola è la componente genitoriale che esprime la forza sociale più vasta a confine tra la scuola e il mondo. Esso promuove e organizza le feste stagionali e altre iniziative di autofinanziamento. I genitori richiedono incontri, conferenze e propongono temi di approfondimento al Collegio. Prendono iniziative sociali, come la creazione di un gruppo di acquisto (GAS) di prodotti biologici - biodinamici o artigianali. Sono il vero sostegno ai maestri. Formano gruppi di volontariato che si affiancano agli insegnanti e agli alunni per i lavori di giardinaggio, per le scenografie e i costumi teatrali. Possono nascere, e sono nati negli anni, gruppi per la creazione dei giocattoli di legno e di stoffa, iniziative di raccolta fondi. L'idea che muove insegnanti e genitori è quella di creare un luogo intorno ai bambini che esprima il valore della laboriosità come espressione dei propri talenti e della propria fantasia creatrice.
La vera forza della scuola è il capitale umano che investe forze di surplus, di tempo e di lavoro e di creatività per il benessere dei bambini. Lo sviluppo organizzativo della scuola tiene conto del tutto, di ciò che è in germe in ogni individuo presente nella scuola che intende esporsi e farsi carico di responsabilità a partire dalle sue intuizioni e in armonia con ciò che è già presente e attivo. Gli obiettivi, la coesione umana e i servizi tecnici e organizzativi sono in costante monitoraggio e soggetti ad evoluzione perché la forma sia espressione del movimento interiore e condiviso dei suoi membri primi fra tutti gli insegnati.Nella scuola Janua la forma giuridica che più si avvicina agli intenti è quella di una Libera Scuola portata avanti da insegnanti liberi professionisti.
Nella scuola, la formazione dei docenti e dei futuri maestri è un punto focale perché non può rimanere viva una scuola se al suo interno non vi è l'attenzione alla formazione permanente. Al contrario degli organismi che hanno come scopo l'attività economica e redditizia e che trovano all'esterno la verifica del proprio operato e l'obiettivo da realizzare, la scuola ha nella vita spirituale il suo principio base e rintraccia l'obiettivo cardine tra i promotori stessi (gli insegnanti in primis riconoscendosi via via nell'impulso dell'ideale dei fondatori, ne ampliano la portata). Nella scuola e in tutte le organizzazioni culturali, le forme future del lavoro comune dovrebbero essere sperimentate e per far questo c'è da porre a base di tutto il valoredel"dialogo". Ogni membro attivo dell‟Associazione può operare in base alla creatività ecomprendere l'espansione del suo operato grazie al dialogo, all'incontro con l'altro.
Il dialogo è stato principalmente il centro intorno al quale in questi anni ha ruotato lo sviluppo della coscienza dei singoli della Janua e perciò dell'intera organizzazione Associazione-Scuola. La disponibilità al cambiamento interiore è uno dei motori della scuola. E‟ la disposizione d‟animo spregiudicata che apre le porte al nuovo. E‟ il risveglio del Sé che sta sonnecchiando nell'essere umano che richiama idee e genera possibilità di crescita per l'intera comunità. E‟ lo sviluppo della "tecnica morale" che ricerca la capacità di realizzare i propri intenti senza pregiudicare la libertà altrui, anzi, si pone l‟interesse per come aiutare lo sviluppo della creatività altrui.

